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Intervista ai Turi Mangano Orchestra: gruppo barcellonese emergente

Autore: Rosella Maiorana. Pubblicato il 8 giugno 2015. Inserito in Attualità, Musica e Spettacoli.

Barcellona è un pozzo di cultura e un focolaio di creatività, non un covo del male.
Da qualche anno diversi ragazzi si stanno mobilitando per far sentire la propria voce nella nostra città e al di fuori di essa, per portare in alto il nome della nostra terra, facendo capire a tutti che essa non è la patria dell’illegalità, bensì la culla dell’arte.
Arte espressa da molti gruppi giovanili, tra cui i più che noti T.M.O. (Turi Mangano Orchestra), gruppo esordiente pieno di talento e di passione.
I T.M.O. sono composti dalla cantautrice e cofondatrice della band Rosa Mangano, dal bassista Gianluca Saporita, dal chitarrista Paolo Furnari e dal batterista Ennio Corica.
Marco Annicchiarico è, invece, il cofondatore del gruppo e l’autore dei testi delle canzoni della band.
Il gruppo ha, di recente, presentato il suo Ep di debutto intitolato “Naturale”, per il quale ha ricevuto apprezzamenti e complimenti.
Di seguito troverete una breve intervista alla band, che si è mostrata più che disponibile a rispondere alle nostre domande e a rivelarci i loro pensieri e i loro progetti futuri.

Come è nato il gruppo? Perché il nome Turi Mangano Orchestra?

Rosa: L’idea del gruppo è nata circa due anni fa dall’incontro tra me e Marco Annicchiarico.

Dopo aver letto alcune poesie di Marco, mi è piaciuto subito il suo modo di scrivere, per cui gli ho chiesto di collaborare e lui ha accettato il mio invito.

A quel punto abbiamo cominciato a scrivere i testi delle canzoni, trascorrendo due mesi in campagna nella casa dei miei nonni e, dopo questi due mesi, abbiamo cercato gli altri membri del gruppo e abbiamo iniziato a provare insieme.

Il nome Turi Mangano nasce come un regalo a mio nonno, invece Orchestra fa riferimento al fatto che all’inizio pensavamo di formare un gruppo allargato, con tanti musicisti, ma poi ci siamo resi conto delle difficoltà e dei problemi a cui saremmo andati incontro, per cui abbiamo rinunciato a questa idea.

Una particolarità del nostro gruppo è la fusione tra tutti i generi artistici. Durante i concerti, infatti, Marco interviene spesso, recitando alcuni racconti.

Come può essere definito il vostro genere musicale?

Rosa: Definire il nostro genere musicale è davvero complicato. Ognuno di noi ha delle influenze personali, diverse tra noi anche a causa della differenza generazionale, ma potrebbe essere definito “Art rock”, con una base di cantautorato e un insieme di influenze diverse sommate a questa base, con la ricerca di qualcosa di sperimentale.

Qual è la canzone che, singolarmente, vi rappresenta maggiormente? Perché?

Ennio: Il pezzo che mi piace di più è “Randagi”, è un brano che si distingue dagli altri, seguendo un’altra scia.

Gianluca: Mi rappresenta maggiormente “Lou Reed”, un brano dedicato all’artista. “Lou Reed” mi piace per la sua sonorità e perché è un pezzo che fa viaggiare molto.

Paolo: Il pezzo che preferisco è “Reef”, perché qui canta anche il mio strumento. Infatti, la chitarra in questo brano non è intesa solo come tale, ma ha un valore diverso, più vocale, sembra come se stesse cantando anche lei.

Rosa: A me piace molto “Da qui in poi”, è un pezzo davvero elegante.

Cosa mi dite, invece, di “Naturale”?

Rosa: L’idea di “Naturale” è nata circa tre anni fa, sulla spiaggia, a una festa di compleanno.

Io creai una melodia e, poi, Marco si occupò del testo. Questo brano è il primo in assoluto da noi realizzato e racchiude l’idea stessa del nostro mondo, della nostra musica.

Cosa ne pensate di questi Talent televisivi? Avete mai pensato di fare i casting per qualcuno di essi?

Paolo: Come gruppo non credo sia la mossa giusta. Io penso che il Talent non sia uno strumento negativo, inteso come dovrebbe essere in realtà, ma quello che c’è intorno lo rovina. In alcuni casi sporadici credo che seriamente venga riconosciuto il vero talento, ma spesso si scende a compromessi, per la voglia di visibilità.

Quali progetti avete per il futuro?

Rosa: In futuro abbiamo intenzione di fare un mini tour in Sicilia e, entro la fine dell’anno, dovremmo fare anche un disco. Noi vogliamo suonare, suonare, suonare e distinguerci, seguire il nostro istinto musicale, divertirci e imparare cose nuove, per migliorare e sperimentare.