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Fidapa e Comunità di Sant’Egidio per la memoria della Shoah: incontrarsi e dialogare per costruire la Pace

Autore: . Pubblicato il 27 gennaio 2016. Inserito in Associazioni in città, Attualità.

Si sono svolti lo scorso lunedì 25 gennaio i due incontri di spessore a cura della sezione di Barcellona Pozzo di Gotto della FIDAPA in sinergia con la Comunità di Sant’Egidio, incentrati sulla memoria della Shoah e dal titolo: “Dalla memoria della Shoah la sfida per la Pace”.

Il programma ha previsto un primo appuntamento presso il Teatro “V. Currò” dell’Oratorio Salesiano di Barcellona Pozzo di Gotto, al quale hanno preso parte tutti gli studenti delle classi IV delle Scuole Superiori di II grado di Barcellona Pozzo di Gotto per dialogare con il Rabbino di Siracusa, Rav. Stefano Di Mauro. Un evento particolare, dal quale è emersa la collaborazione dei ragazzi a costruire l’evento. Questi ultimi, infatti, sono stati autori di moltissimi lavori incentrati sul tema della Shoah e della Pace, ascoltando in religioso silenzio, prima i saluti delle Autorità, tra le quali l’Avv. Maria Concetta Santamaria, Presidente Fidapa sez Barcellona P.G., il Prof. Vito Raimondo, responsabilità della Comunità di Sant’Egidio a Barcellona P.G.,  Don Luigi Perrelli e il Sindaco Roberto Materia, e dopo le parole significative del Rabbino.

Nel pomeriggio, invece, presso l’Auditorium del Parco Magg.re “La Rosa”, il benvenuto è stato dato dai Giovani Musulmani Italiani della Città del Longano che hanno offerto del thé, “50 sfumature di Hijab”, accompagnato da qualche dolcetto tipico. Il via ai lavori è stato dato dagli organizzatori, Maria Concetta Santamaria e Vito Raimondo, i quali hanno sottolineato l’importanza della storia in una giornata come il 27 gennaio, soffermandosi su moltissimi interessanti aspetti.

“Non una retorica commemorazione -ha affermato il Presidente Fidapa – piuttosto ascolto vero. Guerra ed antisemitismo aleggiano in forme differenti nella società del Terzo Millennio, aleggia l’odio tra i popoi e si registrano ovunque nuove persecuzioni dei Cristiani. E’ guerra di false religioni, è guerra di odio. Dove non arriva l’odio, arrivano le armi, dove non arrivano le armi, arriva incapacità ed assenza di amore, indifferenza. Dunque, ricordare e fare memoria è importantissimo ma non sufficiente. Dobbiamo allora fare un passo ulteriore, – riflette l’Avv. Santamaria – dobbiamo assumere un ruolo attivo ed essere costruttori di pace nel mondo”.

Un concetto rafforzato dalle parole del Prof. Vito Raimondo che con pacata dolcezza ha sottolineato una triste realtà : “La guerra è tornata nel territorio europeo e purtroppo la realtà di oggi non è la pace. La Shoah si ripete ancora oggi e si ripete qui, sulle coste della Sicilia, della Libia, della Grecia. Il numero delle vittime sta raggiungendo quello dei campi di concentramento e la nostra generazione, pur essendo la più equipaggiata tecnologicamente, è quella che ha più paura e sente maggiore insicurezza. La paura genera anche violenza. C’è la paura di stare insieme tra diversi, non è facile vivere insieme ed essere diversi. Tante volte è conflittuale e difficoltoso. Eppure la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo non smette di affermare che tutti gli essere umani nascono liberi ed uguali. – riflette il referente della Comunità di Sant’Egidio che aggiunge – Religiosità e pace sono profondamente legate, perchè come diceva un grande scrittore persiano: «La prima lotta inizia dentro se stessi. Inizia, dunque, da te stesso.» Ed è vero per avere pace si deve cambiare se stessi, non ce la faranno le frontiere ad impedire che le persone vivano insieme, in diversità, la stessa diversità che rende uguali tutte le persone.”

Prima del via ai lavori, inoltre, è stata commentata l’installazione artistica della Scuola Coloristica Siciliana, esaltante i simboli della religione, segni tangibili di Dio che accomunano tutte le tre religioni monoteiste presenti. L’opera è stata commentata dalle artiste Lidia Monachino e da Tania Di Pietro. A presenziare la manifestazione anche l’Assessore alla Cultura, Avv. Ilenia Torre, che ha ribadito l’importanza della memoria e del ricordo “che rappresenta un esercizio importante per l’uomo, necessario perchè non si perda la consapevolezza di ciò che stato affinchè quanto avvenuto non possa mai riaccadere. – ha dichiarato l’Assessore –  In momenti come questo è fondamentale riflettere su concetti importanti, in primis quello di civiltà, rispetto per l’uomo e per i principi e valori assoluti nel rispetto della democrazia.

Tra proiezioni di video a tema, esibizioni a cura della Scuola di Danza A.C. Italian Ballet e mostra fotografica permanente, la serata è continuata con quello che avrebbe dovuto essere un confronto a tre tra il Dottor Mohamed Aguennouz del Centro Islamico di Messina, il Rabbino di Siracusa Rav. Stefano Di Mauro e il Parroco Padre Santino Colosi. Purtroppo, il Dottor Mohamed Aguennouz non ha potuto presenziare all’intero incontro, andando via prima della fine. Il Rabbino e Padre Colosi, invece, hanno posto l’accento sul rapporto fraterno tra le religioni, ma a “condizione di reciprocità”. “Noi siamo aperti ad accogliere chiunque – ha affermato Padre Colosi – però quello che desidereremmo è che questo fosse reciproco. Personalmente, non sono mai riuscito ad entrare in una Moschea, per esempio.  – ed ha aggiunto – Quello che mi preme dire è che è vero che è necessario volerci bene e ce ne vogliamo, ma è importantissimo anche aprirci in tutti i modi possibili.” Un pensiero condiviso anche da Rav. Stefano Di Mauro.

A conclusione dell’evento, i presenti sono stati omaggiati con la consegna del gagliardetto FIDAPA e con l’intervento di Monia Ben R’houma, portavoce dei Giovani Musulmani Italiani di Barcellona che ha voluto sottolineare la perfetta integrazione dei giovani musulmani sul territorio barcellonese, che è stata possibile grazie all’apertura al dialogo costante.

L’incontro è stato condotto da Giorgio Speciale, curatore della mostra fotografica permanente e de video proiettati in sala che ha incorniciato un attualissimo ed originale incontro, fuori dagli schemi e dalla paura di ascoltarsi e dialogare. Un vero esempio di fratellanza e spinta verso la Pace vera, costruita sul dialogo.

La Fidapa e La Comunità di Sant’Egidio mi hanno proposto l’opportunità di curare quest’evento. Una sfida, quella di aver unito tre religioni monoteiste, riuscita. Mi considero soddisfatto per l’evento curato nei minimi dettagli. Ancora una volta, con il Rav. Stefano di Mauro ci incontriamo per il dialogo,come avvenuto già nel 2013 a Siracusa in occasione della celebrazione di una grande mostra sull’esperienza avuta a Roma. Ancora una volta, Barcellona ha visto la mostra “Momenti di vita ebraica” e la mostra della comunità islamica di Barcellona, già mostra nel 2013 presso l’auditorium di San Vito. – chiarisce l’artista Giorgio Speciale che aggiunge –  Mi considero fortunato per questa opportunità con la speranza che il tentativo di non fare più nozione teoriche, ma esperienza, si trasformi in presa di coscienza per ognuno di noi. Ecco perchè abbiamo parlato di pregiudizio, paura, pace, speranza, chiedendo il parere dei tre rappresentati della religione. In più, un valore aggiunto all’evento è stato dato dal contributo dell’arte con un’ opera di Dimitri Salonia che ringrazio a Gianluca Rossellini, insieme a tutta la Scuola Coloristica siciliana. Conosco Dimitri personalmente e non è stata un caso la sua rappresentanza all’evento, anche lui sensibile all’argomentazione trattata. Mi auguro che la cittadinanza diventi sempre più sensibile e pronta all’ascolto”.

Le foto di Francesco Raimondo.

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