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Contro il CSS, in migliaia: la protesta pacifica prima di votare “SI” al referendum

Autore: . Pubblicato il 15 marzo 2016. Inserito in Associazioni in città, Attualità, Provincia.

La scorsa domenica 13 marzo, nonostante le condizioni meteo che sembravano avverse, le vie di Milazzo si sono affollate di gente comune che ha gridato il proprio “NO” alla costruzione della centrale termoelettrica Edipower. Una protesta che ha riunito famiglie, ragazzi, preti, attivisti, associazioni di tutto il comprensorio di Barcellona – Milazzo – Valle del Mela – Messina. Tutta la gente comune rappresentata dai propri Sindaci, ma anche il popolo di Niscemi, di Reggio Calabria, Palermo e Catania, sono venuti a rafforzare il tono della protesta che, a dispetto di quanto era stato vociferato non ha avuto in serbo nessun black block, ma solo donne e uomini che da anni si battono in difesa della propria terra e della propria salute. Tra di loro, infatti, non sono mancati gli attivisti contro il MUOS, le Trivelle, gli Elettrodotti TERNA, l’acqua privatizzata e le basi militari.

Nessun violento, dunque, ha disturbato la manifestazione pacifica partecipata da più di duemila persone, durante la quale si sono susseguiti diversi interventi “per una Sicilia che sia madre per tutte e tutti. Perché la sua ricchezza non venga distrutta o regalata sempre ai soliti potenti avvoltoi e ai loro servitori che siedono a palazzo D’Orleans o a Palazzo Chigi. Perché, finalmente, si possa godere di uno sviluppo diffuso, decentrato, partecipato, libertario, con le persone e i territori al centro.” – ha chiarito con una nota il comitato NO CSS Inceneritore del Mela, Futura Pace del Mela, Zero Waste del Mela, Alsa Lucese, Terramare Sicilia che hanno sfilato in prima fila coadiuvati anche dalla rete “Decidiamo Noi”, formata da ben 36 associazioni che da anni lavorano sul territorio e che, per l’occasione, hanno deciso di unire le loro forze per uno scopo comune, quale quello della salvaguardia del proprio  territorio per preservare il futuro dei più piccoli e non solo.

Il corteo di domenica scorsa ha mostrato la consapevolezza del pericolo che gente comune percepisce, con lo scopo di scuotere le coscienze, dimostrando “che gli unici violenti sono Matteo Renzi e Rosario Crocetta e tutta la schiera di ministri, assessori e altri servitori delle lobby, che con la forza di un potere illegittimo, perchè contrario agli interessi collettivi, cercano di imporre inceneritori, trivelle e distruzioni di vario genere a territori ormai mobilitati.” – hanno dichiarato nella nota gli attivisti.

Risulta di primaria importanza, dunque, essere presenti giorno 17 aprile ed andare a votare al referendum abrogativo per segnare il SI al mare pulito  e per ribadire il proprio “NO” al petrolio e alla distruzione.

Foto dal web.

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