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Piano sanitario, Milazzo e Barcellona insieme per non perdere i reparti

Autore: . Pubblicato il 9 gennaio 2017. Inserito in Primo Piano.

L’assessore Baldo Gucciardi ha presentato ai sindacati il nuovo piano regionale della sanità siciliana. Potrebbe trattarsi dell’ennesimo tentativo di calmare le proteste per i possibili tagli ai posti letto, ma per il momento si deve attendere che le parole pronunciate oggi si trasformino in fatti concreti con l’assegnazione dei reparti e dei posti letto. In provincia di Messina, è stato individuato un Dea II, dipartimento d’emergenza e accettazione, presso il Policlinico di Messina, e tre Dea I, Messina Papardo, Taormina e Milazzo/Barcellona. Ci saranno poi tre presidi ospedalieri di base, Patti, Sant’Agata e Fondazione Bonino Pulejo, e due punti assistenza per i centri disagiati a Lipari e Mistretta. La suddivizione dei DEA è definita in base alle specialità presenti nell’ospedale, con i Dea I come quello di Milazzo/Barcellona che garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di pronto soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza e di rianimazione e deve inoltre garantire interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica). Sono inoltre assicurate prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali. Nel Dea II si aggiungono anche le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza, tra cui la neurochirurgia, la cardiochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia toracica e la chirurgia vascolare, secondo indicazioni stabilite dalla programmazione regionale.

Con questa distinzione, Milazzo e Barcellona vedranno confermata l’impostazione degli ospedali riuniti, ma non è ancora chiarito il destino operativo dei due presidi, cioè se ci sarà un’equa divisione tra i reparti o verrà effettuata una distinzione in base all’impostazione più volte sbanderiata negli ultimi anni di polo chirurgico a Milazzo e di polo medico a Barcellona. Tra i primi a commentare questa impostazione del piano sanitario è il responsabile della Uil Medici di Barcellona Paolo Calabrò: “Sarebbe importante l’azione politica, in testa il sindaco, per fare diventare Barcellona parte integrante e paritaria del DEA, perchè il Cutroni Zodda rischia semplicemente di essere una costola di Milazzo”.