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Piano Sanitario, Formica “Non si dia seguito alla chiusura del Pronto Soccorso di Barcellona”

Autore: . Pubblicato il 20 aprile 2017. Inserito in Attualità, Politica.

Continua a far discutere l’approvazione del Piano Sanitario regionale, che di fatto sopprime il pronto soccorso dell’ospedale “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto. Il dibattito politico da settimane è infuocato e tra le forze politiche non sono mancati i botta e risposta. Il deputato regionale di Forza Italia, Santi Formica, ha diramato una nota stampa, in cui non lesina critiche al governo regionale dopo il via libera alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. “In merito alle conseguenze del blitz messo in opera dal governo e dalla sua maggioranza con l’adozione della nuova rete ospedaliera tenuta accuratamente segreta e approvata in un battibaleno in commissione all’ars con la complicità della maggioranza è bene fare alcune riflessioni-afferma Formica. Innanzitutto giova ricordare-prosegue il deputato regionale- che il documento approvato penalizza quasi esclusivamente la provincia di Messina e soprattutto la sua zona tirrenica e nebroidea ed in particolare l’ospedale di Barcellona seconda città della provincia e questo la dice lunga sulla considerazione che governo e maggioranza hanno avuto ed hanno nei confronti della nostra provincia ed a poco valgono i tentativi coccodrilliani e tardivi di tentare di apporre una pezza alle proprie malefatte”.

Santi Formica invita tutti alla mobilitazione in difesa del diritto alla salute dei cittadini e chiede al direttore dell’Asp, Sirna, di non dare seguito ed esecutività alle disposizioni della nuova rete ospedaliera per quanto concerne il pronto soccorso del Cutroni Zodda di Barcellona. “Nel ribadire poi il mio invito alla mobilitazione attiva e tutto il mio impegno per ripristinare la giustizia e la legalità, invito fermamente il direttore sanitario dell’Asp Sirna a non dare seguito ad alcuna delle previsioni contenute nella nuova rete concernenti l’ospedale di Barcellona e soprattutto il suo pronto soccorso in quanto la sua chiusura oltre che lasciare senza assistenza 80.000 abitanti distruggerebbe anche il pronto soccorso di Milazzo impossibilitato ad accogliere un carico di 45.000 prestazioni l’anno. Ritengo che la chiusura del pronto soccorso sia un atto assolutamente illegittimo e inattuabile e invito pertanto a non dare seguito alla previsione in tal senso”.