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Miracolo Igea Virtus: applausi e complimenti dopo il primo anno in serie D

Autore: . Pubblicato il 17 maggio 2017. Inserito in Calcio, Primo Piano, Sport.

Il pari a reti bianche dopo i tempi supplementari del “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni, nella semifinale play off del girone I di serie D con la Cavese, ha chiuso la stagione dell’Igea Virtus. E’ tempo di bilanci, dopo il primo anno in serie D della squadra barcellonese, che tornava in un campionato nazionale a distanza di 7 anni dall’ultima apparizione nell’ex serie C2.

E’stata un’annata calcistica intensa, emozionante e ricca di soddisfazioni per l’Igea Virtus. Alla vigilia del torneo di serie D andato ormai in archivio erano tante le perplessità sull’Igea Virtus. E’ inutile nasconderlo, molti credevano che quella costruita in estate non fosse una squadra all’altezza della quarta serie ed in città, anche questo sotto gli occhi di tutti, erano in tanti a paventare l’ipotesi che la società non fosse all’altezza, sul piano economico-finanziario, nel sostenere le spese di un campionato come quello di serie D, sicuramente oneroso.

Gli scettici sono stati clamorosamente smentiti. La prima grande vittoria per l’Igea Virtus è arrivata con la riapertura della gradinata, si è restituita alla tifoseria giallorossa la propria anima. La gradinata era sempre stata l’anima del tifo, riaprirla e soprattutto riempirla ha significato centrare i primi tre punti di una stagione che di vittorie ne ha regalate tante. E’iniziato il campionato, l’esordio al “D’Alcontres- Barone” è stato di quelli sensazionali: l’Igea Virtus h dato una lezione di gioco alla Cavese, non il Roccella con il tutto rispetto. La Cavese, quella società che qualche anno fa si trovava in serie B e che aveva allestito uno squadrone per vincere il campionato. L’intero girone d’andata è stato stupefacente. L’Igea Virtus ha vinto tutti i derby siciliani in trasferta, a Gela, a San Cataldo, 4-0 a Lentini, uscendo dall’Angelino Nobile con la standing ovation dei tifosi di casa, a Gliaca di Piraino. E’stato un cammino esaltante, accompagnato di volta in volta dalle carovane di tifosi igeani, che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno all’undici di Raffaele, sia che si giocasse a Piraino sia che si giocasse a Frattamaggiore. Il girone d’andata si è chiuso al primo posto, con il titolo di campione d’inverno. L’Igea Virtus poi quel primo posto lo ha abbandonato, la Leonzio vinceva sempre ed i giallorossi erano ridotti all’osso, con gli infortuni a catena che non hanno dato tregua a Raffaele. Ma non c’era e non c’è rammarico per il primo posto, solo entusiasmo e soddisfazione per una squadra che era una matricola e che invece ha disputato un campionato di vertice, dando battaglia a squadre con budget tre o quattro volte quello della società igeana. L’Igea Virtus è stata l’esempio di come anche con un budget relativamente contenuto si possa fare calcio a grandi livelli, puntando sulle eccellenze del proprio territorio e sui giovani. Molte scelte sono state davvero esaltanti: Cozza e Di Grazia, Longo e Lescano, il 96’ più prolifico dell’intera serie D, sono stati tra i miglior under della categoria e probabilmente presto li vedremo in categorie superiori. Fontana, dimenticato in Eccellenza negli ultimi anni, è stato forse il centrale più continuo del campionato, Di Stefano fin quando gli infortuni non si sono accaniti su di lui, idem. Poi l’anima senior barcellonese: Dall’Oglio (è vero è milazzese ma ormai lo consideriamo barcellonese), Biondo, Isgrò e Lanza: sono forse stati il quid in più per l’attaccamento alla maglia e per rendimento che ha francamente sorpreso tutti, addetti ai lavori e non. Citiamo loro ma in realtà è stato l’intero gruppo, compresi i nuovi arrivati a dicembre, a dare sempre il massimo per raggiungere un risultato che è stato storico e che merita solo applausi. Non è stata una stagione di sole rose e fiore, non sono mancati i momenti difficili, pochi ma ci sono stati. Ed il pensiero corre veloce alla sconfitta di Sersale, in casa del fanalino di coda. Ma è stato uno scivolone che capita anche ai migliori. Anche nel girone di ritorno, nonostante gli infortuni, i giallorossi sono stati sempre tra le prime della classe del torneo.

Quello costruito dall’Igea Virtus è stato un miracolo: non esiste parola migliore per descrivere un’annata fantastica per i colori giallorossi. Un miracolo sportivo ma anche economico. Ripetersi sarà difficile ed è arrivato il momento di iniziare a pensare al futuro ma intanto bisogna godersi una stagione lunga, per certi aspetti anche travagliata, ma che rimarrà nella gloriosa storia del calcio barcellonese. E’stato un anno bellissimo ma intenso, pieno di soddisfazioni che merita solo applausi ed elogi, a cominciare dai nostri. Chapeau Igea Virtus!