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Rodì Milici: avviato l’iter di risoluzione dell’accordo tra il Comune e Legambiente del Longano

Autore: . Pubblicato il 10 ottobre 2017. Inserito in Attualità, Provincia.

Ha già fatto clamore sui social network l’avviata risoluzione dell’accordo triennale tra il Comune di Rodì Milici e la Legambiente del Longano, riguardante la gestione della Cupola Rosata, bene di inestimabile valore artistico del nostro hinterland.

A rendere noto l’avviso di risoluzione dell’accordo è stato proprio il Presidente della Legambiente, destinatario dell’avviso, datato 22 maggio 2017, che l’Amministrazione comunale rodiese ha inviato alla Legambiente del Longano, rilevando al suo interno le inadempienze che hanno portato la giunta a deliberarne, appunto, la risoluzione.

L’accordo di collaborazione, siglato nel marzo 2015 e che avrebbe dovuto avere la durata di tre anni, prevedeva la redazione di un programma dettagliato che il Presidente Carmelo Ceraolo avrebbe dovuto presentare ed accordare di concerto con l’Amministrazione Comunale prima di mettere in atto qualsivoglia attività riguardante il decoro della Cupola Rosata e l’importanza di questo sito a livello civile, artistico, culturale e paesaggistico. Un lungo e travagliato iter alla base della delibera della giunta comunale ha contraddistinto la cronistoria dell’accordo di collaborazione.

Pare che nessuno scambio di alcun tipo sia avvenuto tra l’Amministrazione e la Legambiente in virtù del siglato accordo, a parte le note spese che il Ceraolo presentava all’Amministrazione. Da ultimo, quella relativa all’acquisto di un decespugliatore e di pali per trincerare l’area su cui giace la Cupola Rosata, contestata dall’odierna amministrazione. Contestazione alla quale il Presidente Ceraolo non ha replicato.

Anche se numerose sono state le attività della Legambiente del Longano che hanno interessato la Cupola Rosata, “la decisione intrapresa da questa Amministrazione di porre fine all’accordo di collaborazione con il Circolo Legambiente del Longano, non è suffragata certamente da ragioni futili, irragionevoli o arbitrarie. -dichiara l’Assessore Simona Palano – Vi sono alla base delle motivazioni fondate e legittime, poiché, durante il periodo di gestione del bene, l’associazione ambientalista non ha rispettato quanto espressamente previsto dallo stesso accordo.” Motivo per cui, è stata presa la decisione di risolvere l’accordo prima della sua naturale scadenza.

“È doveroso evidenziare, innanzitutto, che l’intenzione dell’Amministrazione è, in questa sede, quella di chiarire la vicenda sul’accordo relativo alla Cupola Rosata, informando sulle precise motivazioni che hanno portato alla deliberazione della giunta. In secondo luogo, si fa presente che la tanto biasimata delibera, è stata preceduta dalla lettera, datata 22/05/2017, inviata al presidente del circolo, dall’Amministrazione, nella persona del Sindaco, Dott. E. Aliberti, con le quali si contestava e si faceva rilevare le inadempienze dello stesso. Lettera alla quale il Sig. Ceraolo non ha mai dato risposta alcuna. Non ci si spiega come mai sia stato dato risalto e clamore mediatico, solo all’atto deliberativo definitivo e non anche ai pregressi tentativi di “comunicazione” operati dall’amministrazione comunale.” -continua l’Assessore Palano che chiarisce che le inadempienze contestate riguardano esattamente l’art. 4 dello stesso accordo siglato, in particolare nella parte in cui si legge: “-Obblighi del Circolo Legambiente del Longano – (…);

-affidare la realizzazione di alcuni interventi che richiedono attrezzature e competenze specifiche a terzi in possesso di adeguate esperienze professionali e concordati con l’Amministrazione Comunale, senza ulteriori oneri economici per l’Amministrazione;

– eseguire in modo continuativo le attività che attengono alla cura del luogo (…);

-(…);

-(…);

-valorizzare l’area (…), ma subordinando tali iniziative alla volontà e la disponibilità dell’Amministrazione. (…)”.

A questi chiarimenti, l’Assessore Palano aggiunge: “Quotidiani sono ormai gli attacchi da parte del Presidente Ceraolo, il quale si discosta completamente dagli intenti di un’Amministrazione che auspica ad un utilizzo costruttivo dei social network, invitando le forze politiche e non, le associazioni del territorio, ogni componente istituzionale, ogni singolo cittadino rodiese a collaborare, a prescindere dal pensiero e/o colore politico, affinché Rodì Milici possa essere valorizzato e posto all’attenzione dei più per la positività della cultura, delle tradizioni e dei paesaggi che lo caratterizzano”.

La risoluzione è ormai avviata ed il presidente del Longano, che non sembra aver gradito molto come da lui stesso esternato attraverso delle riflessioni espresse tramite facebook, sembra non aver mai trasposto alcun disappunto in missiva di risposta indirizzata all’Amministrazione Comunale.

L’accordo tra il Comune di Rodì Milici e la Legambiente del Longano era stato siglato per la riqualificazione e la gestione dell’area archeologica sulla quale è situata la cosiddetta Cupola Rosata. La collaborazione, cioè, tendeva alla valorizzazione dell’area per un periodo di tre anni, nonchè alla realizzazione di attività didattiche aventi come oggetto l’ecosistema e le problematiche ambientali.

I lavori di scavo effettuati lungo il Patrì nel 1989 hanno permesso di individuare la presenza di questa antica struttura, testimonianza intangibile di un antico abitato sulla sponda del torrente. La Cupola Rosata è stata identificata con l’antica Chiesa di San Bartolomeo e si tratta del più prezioso reperto superstite della città di Rhodis-Solaria-Artemisia, sommersa dalle acque del torrente, durante l’alluvione del 1582. Dopo il disastro ambientale, la popolazione si insediò a monte, costituendo quello che oggi è l’abitato di Rodì.