Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Terme V., supporto all’attività illegale di Zanna: assolto uno dei tre imputati

Autore: . Pubblicato il 12 ottobre 2017. Inserito in Cronaca, Primo Piano.

Ieri, 11 ottobre 2017, il G.u.p. di Barcellona Pozzo di Gotto, Dott. Fabio Gugliotta, ha assolto “per non aver commesso i fatti” Tindaro Campanino, 27 anni di Terme Vigliatore.

Lui, insieme a Bartolo Costantino e Giuseppe Trifirò, era stato arrestato lo scorso 18 novembre 2016 per detenzione e porto illegale di arma e munizionamento in concorso.

I tre pregiudicati, arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’albanese Zanmir Dajcaj, soprannominato Zanna, che continuava ad operare nel comprensorio di Terme Vigliatore nonostante fosse stato raggiunto della misura di divieto di dimora nello stesso centro tirrenico, erano stati arrestati in flagranza di reato. Secondo la ricostruzione di allora da parte degli inquirenti, erano stati sorpresi dai carabinieri della Compagnia e del Nucleo Radiomobile di Barcellona P.G. nel momento in cui stavano cercando di interrare, all’interno del vivaio abusivo gestito illegalmente dall’albanese, un fucile calibro 12 in perfetto stato di conservazione ed il relativo munizionamento. L’arma, sottoposta a sequestro, è risultata rubata alcuni mesi prima ad un cittadino residente a Barcellona. L’intero terreno, che era stato monitorato fin dalle ore successive all’arresto di “Zanna” proprio per incastrare eventuali complici dell’esponente del gruppo dei “mazzarroti”, coinvolto nell’operazione Gotha e Pozzo II, è stato sottoposto a sequestro ed il fucile è stato inviato al Ris di Messina per accertare l’eventuale utilizzo in recenti fatti di cronaca.

A giudizio, mentre Trifirò e Costantino hanno scelto di seguire il rito ordinario, Campanino ha scelto il rito abbreviato che ieri lo ha portato all’assoluzione, anche grazie all’apporto non indifferente dei suoi legali, gli avv.ti Sebastiano Campanella e Tommaso Calderone del foro di Barcellona P.G., i quali sono riusciti a dimostrare che il Campanino si trovava lì, in quanto stava espletando le sue funzioni di vivaista, acquistando appunto alcune piante. I tre hanno negato, sin dal momento dell’arresto, ogni addebito, ma per Campanino il Pm Liprino aveva comunque avanzato una richiesta di pena pari a 2 anni e 6 mesi con 4.000 euro di multa. La richiesta è stata quindi disattesa dal Giudice. Per gli altri due imputati, arrestati nella stessa circostanza, è ancora in corso il giudizio.