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Barcellona, ecco le proposte della Uil Medici per rilanciare il Cutroni Zodda

Autore: . Pubblicato il 13 novembre 2017. Inserito in Attualità, Primo Piano.

La Uil Medici, attraverso il responsabile aziendale Paolo Calabrò, lancia un nuovo appello al sindaco della città del Longano, Roberto Materia, per avviare un confronto con la nuova deputazione regionale, allo scopo di ottenere un rilancio dell’ospedale Cutroni Zodda, penalizzato nelle scelte degli ultimi dieci anni in materia di riorganizzazione della rete ospedaliera.
“Invitiamo il primo cittadino, che rappresenta la massima autorità sanitaria di Barcellona Pozzo di Gotto, di rendesi finalmente attivo con la nuova classe politica regionale per trattare in maniera completamente diversa, rispetto al passato, la questione dell’ospedale Cutroni Zodda. E’ sin troppo evidente che la nuova rete ospedaliera, fra l’altro ancora non completamente operativa, si è rivelata assolutamente inadeguata e che bisogna cambiare radicalmente l’impostazione delle richieste ed avere la giusta finalità di ottenere un ospedale autonomo e dignitoso”.
“In considerazione dell’elevato numero di utenti del territorio, che fa riferimento al presidio di Barcellona, delle caratteristiche oro geografiche del comprensorio, dell’impossibilità pratica e già manifestata di potere indirizzare verso un unico ospedale, quello di Milazzo, le urgenze-emergenze di un’area cosi vasta e nel supremo interesse dei cittadini, ai quali va riconosciuto e salvaguardato il diritto alla salute, sancito costituzionalmente, suggeriamo alcune variazione della rete ospedaliera al fine di ridare dignità e funzionalità all’ospedale di Barcellona. Sarebbe opportuno mantenere le unità di Medicina generale, Chirurgia, Malattie infettive, Neurologia ed aggiungere l’Ortopedia e Traumatologia con l’unità di terapia semintensiva cardiologica. E’ auspicabile confermare i servizi di radiologia, laboratorio di analisi, anestesia e rianimazione con guardia attiva e ripristinare l’autonomia della del pronto soccorso come unità operativa semplice dipartimentale. Si crede che siano modifiche fattibili, se sorrette da buona volontà politica, mettendo mano ad una rete ospedaliera assolutamente inadeguata alle esigenze del territorio e quindi dei cittadini”.