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La strage del Capodanno 2008 a Furnari, una lettera aperta per ricordare Laura e Giansimone

Autore: . Pubblicato il 31 dicembre 2017. Inserito in Primo Piano.

Sono trascorsi dieci anni dal tragico Capodanno 2008, che strappò all’affetto dei loro cari le giovani vite di Giansimone Lipari e Laura Aveni Banco, rispettivamente di 26 e 21 anni, dopo un violento incidente stradale avvenuto all’inizio della strada che dalla Statale 113 conduce al centro abitato di Furnari. L’auto su cui viaggiava la coppia di fidanzati, che rientravano a Furnani dopo aver concluso il loro turno di lavoro in noto hotel di Portorosa, in occasione del cenone di Capodanno, venne centrata in pieno da una Golf e per i due ragazzi non ci fu niente da fare. Dopo anni di battaglie nelle aule dei tribunali, condotte soprattutto dalla mamma di Laura, Lucilla Barbasini, che ha fondato l’associazione “Angeli sull’asfalto”, si è arrivati ad una sentenza che ha condannato il conducente a 2 anni e mezzo, lasciando l’amaro in bocca ai familiari delle due vittime, per l’esiguità della pena inflitta dei giudici.
Ad un giorno dal decennale di quella strage sull’asfalto di Furnari, la madre di Laura e tutti i familiari hanno affidato ad una lettera i loro ricordi ed le loro riflessioni su quanto accaduto quella sera, ricordando le messa in suffragio che si terrà il prossimo 3 gennaio 2018 alle 18 nella Chiesa di Sant’Antonio, vicino all’ufficio postale di Furnari:

Il 1° gennaio, saranno passati 10 anni dal giorno in cui la tua vita è stata spezzata via in un tremendo incidente stradale, nella notte di Capodanno insieme al tuo fidanzato Giansimone. Una manciata di secondi che hanno sconvolto per sempre le nostre vite, il nostro presente e il nostro futuro. Abbiamo pianto lacrime tanto acide da solcare con segni indelebili i nostri visi, i nostri cuori, le nostre anime, ci siamo aggrappati a quell’impercettibile barlume di vita che ancora era in noi per non morire con te.
Ma tu ci hai preso per mano e da allora, insieme abbiamo percorso una strada lunghissima, piena di insidie e salite immani che mai avremmo creduto di poter superare, ma oggi abbiamo la certezza che se non l’avessimo percorsa quella strada, non saremmo qui a parlarne. Nel 2016 è stata scritta la parola “fine” dalla Corte di Cassazione, appena due anni e 6 mesi, la pena inflitta dal giudizio definitivo a chi ha spazzato via il tuo futuro, di fatto un secondo omicidio perpetrato questo nelle aule dei Tribunali. Da genitori superstiti di vittime della strada, non chiediamo, ne’ tantomeno crediamo in una giusta giustizia, ma ci battiamo affinché altre famiglie non debbano percorrere la nostra stessa strada di dolore infinito. Dalla tua scomparsa, sono circa 37.000 i morti sulle strade italiane che tante, troppe famiglie seppelliscono nella più totale indifferenza, quasi fossero un tributo alla frenesia, ai minuti contati, allo sballo, alla noia, di questa nostra società malata. Un numero inaccettabile, prima causa di morte tra i giovani, nostri figli, fratelli, amici, vicini…una vera ecatombe !
Così, per dare un senso alla tua morte, la nostra battaglia è diventata “missione” con l’Associazione “Angeli sull’Asfalto” che non porta il tuo nome, ma quello di tutte le vittime della strada. Da 7 anni siamo sulle barricate, sempre in prima linea per la sicurezza, la cultura e la civiltà stradale che non possono rimanere solo parole, ma fatti che seriamente volgano alla drastica riduzione dei morti sull’asfalto. E’ con costanza e coraggio che ci siamo mossi su tutto il territorio italiano, che abbiamo sostenuto Associazioni Vittime della Strada straniere, che come tanti sulla nostra stessa barca, ci siamo battuti per l’introduzione del nuovo reato di “omicidio stradale” . Ma è la determinazione granitica e lo spirito di abnegazione che muove i nostri sforzi verso i bambini e i giovani, gli utenti più deboli della strada con attività e progetti elaborati anche con altre Associazioni del territorio. Perché la vita non ha prezzo e deve valere più di ogni altra cosa.
Cara Laura, non ce la mettiamo tutta perché la tua morte, quella di Giansimone e di tutte le vittime della strada non siano vane !!!
La tua famiglia