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Cellule staminali, una speranza per il futuro

Autore: redazione. Pubblicato il 6 gennaio 2018. Inserito in Medicina e Salute, School Live.

L’argomento “cellule staminali” è indubbiamente l’oggetto di studio più discusso negli ultimi anni: costituisce una delle frontiere della conoscenza scientifica dei nostri tempi. Studiate dagli anni ’60, le staminali sono oggi ritenute una speranza per la cura di molte malattie. Il corpo umano contiene centinaia di tipi cellulari diversi che consentono al  nostro cuore di battere , al cervello di pensare, ai reni di depurare il nostro sangue, alla nostra pelle di rigenerarsi :  il compito caratteristico delle cellule staminali è di riuscire a fare tutto questo.

Sono differenziate tra di loro,tutte però hanno due  caratteristiche  in comune:

  1. l’autorinnovamento: la capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo il medesimo stadio differenziativo.
  2. la potenza:la capacità di dare origine a una o più linee o tipi cellulari tramite il differenziamento.

Si possono distinguere in:

  • Le cellule staminali totipotenti , in grado di sviluppare un intero organismo ed anche dei tessuti extra- embrionali  come lo zigote.
  • Le cellule staminali pluripotenti , in grado di differenziarsi in tutti i tipi di cellule di un individuo adulto tranne che nelle cellule extra-embrionali
  • Le cellule staminali multipotenti , in grado di differenziarsi solamente in alcuni tipi di cellule come quelle del sangue.
  • Le cellule staminali unipotenti , in grado di specializzarsi in solo tipo di cellula.

Esiste un altro modo per classificare le cellule staminali  basato sulla loro provenienza: possono essere adulte, embrionali o provenienti dal liquido amniotico.

  • Le cellule staminali del liquido amniotico provengono dal liquido  che circonda il feto durante la gestazione e possiedono alcune caratteristiche delle embrionali che invece per utilizzarle creano problemi etici.
  • Le cellule staminali embrionali per le quali la ricerca procede lentamente a causa di questioni etiche. Queste ultime sono sorte  quando si è appreso che per ottenere questa tipologia di cellule si deve distruggere una blastocisti (embrione non ancora cresciuto di circa 150 cellule); per molte persone già un possibile essere umano non ancora formato. L’uccisione di questo embrione quindi è la causa principale del dibattito in molti paesi nei quali è consentita la sperimentazione come gli Stati Uniti.
  • Le cellule staminali adulte infine sono tutte quelle cellule staminali non specializzate, prevalentemente multipotenti, utilizzate per oltre cento malattie e patologie che affliggonoMa come si prelevano e conservano le cellule staminali?Per rispondere a questa domanda, bisogna prima capire da dove  vengono prelevate .Le fonti sono molteplici: nel caso delle staminali da cordone ombelicale il prelievo di un piccolo campione di sangue avviene al momento del parto – in modo sicuro, veloce ed indolore – mentre la conservazione per uso autologo può essere eseguita in una biobanca privata, per un periodo di 30 anni. Il midollo invece  viene prelevato in maniera diretta dalle ossa del bacino (creste iliache posteriori) con l’aiuto di una siringa munita di ago. Si tengono i vitro per 2 ore in una soluzione di acido retinoico e, dopo questo periodo di incubazione,vengono  nuovamente iniettate nel paziente tramite trasfusione. A questo punto dovrebbe iniziare il processo di rigenerazione neuronale che, in breve tempo, dovrebbe alleviare i sintomi del malato e, alla lunga, rallentare il decorso della malattia. Dal momento che per loro stessa natura le cellule staminali hanno il compito di rimpiazzare le cellule vecchie o danneggiate, gli scienziati hanno pensato di utilizzarle per curare pazienti per una grande varietà di malattie. L’idea di base  e’ che fornendo ad un paziente malato delle cellule staminali sane o delle cellule differenziate ricavate da esse, si possa sfruttare la capacità innata di queste cellule di riparare il tessuto e guarire il paziente. Per esempio, in un paziente infartuato si vorrebbero trapiantare cellule staminali per riparare il tessuto cardiaco danneggiato. In condizioni normali, le nostre cellule staminali posseggono solo una limitata capacità di riparare i danni. Tornando all’esempio dell’infarto, le cellule staminali del cuore non sarebbero in grado di riparare tutti i danni dovuti ad un attacco cardiaco; si pensa però che il trapianto di un milione di cellule staminali potrebbe essere molto più efficace. Quindi il trapianto di cellule staminali vorrebbe spingere l’abilita’ innata del corpo di guarire al di là della capacità del numero limitato di cellule staminali che si trovano nel nostro corpo. Ci sono ancora degli aspetti da risolvere prima che le terapie con le cellule staminali diventino una pratica comune, in particolare riguardo la loro sicurezza: infatti le cellule staminali potrebbero potenzialmente generare tumori, o innescare reazioni immunitarie. Ciò nonostante, e’ presumibile che le cellule staminali trasformino la medicina moderna, e probabilmente in un paio di decenni molti di noi conosceranno qualcuno che ha ricevuto (o avranno loro stessi ricevuto) un trapianto di cellule staminali.Le cellule staminali non sono la cura a tutti i mali, ma rappresentano una grande speranza che permetterà in futuro, grazie all’impegno della Comunità Scientifica che lavora assiduamente in tutto il mondo, di migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie croniche e aumentare l’aspettativa media di vita della popolazione mondiale.

 

Dal giornale @lettoremajorana

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