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Op. “Riciclo”: a giudizio l’ex Sindaco di Mazzarrà S.A. Bucolo e 4 amministratori TirrenoAmbiente

Autore: redazione. Pubblicato il 12 gennaio 2018. Inserito in Cronaca, Primo Piano.

Corruzione e peculato negli affari della gestione dei rifiuti tra la TirrenoAmbiente ed il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, queste sono le accuse delle quali dovranno rispondere il prossimo 9 aprile, l’ex Sindaco della Città dei Vivai, Salvatore Bucolo e gli ex amministratori che si sono avvicendati nella TirrenoAmbiente, Giuseppino Innocenti, Antonio Crisafulli, Giuseppe Antonioli e Lorenzo Piccioni.

A rinviarli a giudizio è stato il Tribunale di Barcellona P.G., GUP Fabio Processo, su richiesta dei sostituti procuratori Alessandro Liprino e Federica Paiola. A avvalorare le indagini della Guardia di Finanza, oltre le infiltrazioni mafiose nel Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, anche la malagestione dei rifiuti a favore della TirrenoAmbiente con la riduzione del 50 percento dell’equo indennizzo dovuto al Comune per la mitigazione ambientale. Un accordo firmato dall’ex Sindaco Bucolo e dai vertici TirrenoAmbiente ed uno sconto sull’equo indennizzo che sarebbe fruttato a Bucolo ingenti somme di denaro.

Il gup Processo, in apertura di udienza, ha rigettato la richiesta di incompetenza territoriale avanzata dagli Av. Nino Cacia a Andrea Corsaro, che fanno parte del collegio difensivo insieme agli avvocatiGiuseppe Lo Presti, Giuseppe Tortora, Mirko Munafò, Tommaso Calderone, Sebastiano Campanella, Antonino Dalmazio.

In particolare, per i casi di corruzione, viene contestata a Bucolo e Crisafulli la sottoscrizione di un piano di rientro, datato 10 giugno 2013, con il quale TirrenoAmbiente si impegnava “ad accreditare al Comune rate mensili di 120 mila euro fino a dicembre dello stesso 2013”, per un debito della TirrenoAmbiente pari a 1.437.543 anzichè dell’importo effettivamente dovuto di 2.894.934 euro. Con una transazione firmata con Antonioli il 5 dicembre 2013, inoltre, Bucolo rinunciava a crediti pari a 1.457.391 euro vantati per equo indennizzo.

Il prossimo 9 aprile prenderà il via il processo, nel quale si sono costituiti parte civile il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea e la TirrenoAmbiente.