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L’I.I.S. “E.Medi” ha celebrato il Safer Internet Day contro bullismo e cyberbullismo

Autore: redazione. Pubblicato il 7 febbraio 2018. Inserito in Attualità, School Live.

L’Istituto di Istruzione Superiore Liceo Medi ha celebrato, ieri, il SID (Safer Internet Day) con un incontro-dibattito sulla tematica del bullismo e cyberbullismo che si è svolto nell’Aula Magna dell’Istituzione scolastica, in via degli Studi n.74.

Istituito nel 2004 per volere della Commissione Europea, il SID viene celebrato ormai annualmente in 100 Paesi nel secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio. “L’evento di oggi- ha precisato la Dirigente Scolastica Domenica Pipitò, introducendo i lavori – ha una duplice finalità. Oltre a celebrare il Safer Internet Day e la sicurezza in rete per un uso più consapevole ed attivo di Internet, la giornata del 6 febbraio 2018 coincide anche con la giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo, denominata “un nodo blu- le scuole unite contro il bullismo” e pertanto diventa occasione per la presentazione del progetto in rete “I PEERsbullo”. Il Medi infatti è una delle 40 scuole facenti parte della rete regionale, di cui è capofila l’Istituto Comprensivo P. Novelli di Monreale. Docenti tutor del progetto sono Giovanna Pulejo e Maria Anversa Grasso- che ha moderato l’incontro.”

I relatori del convegno, esperti sia esterni sia interni all’Istituto, ma soprattutto gli allievi Peer educator ( frequentanti le classi 1A, 2C, 3A e 3F del Liceo Scientifico) che hanno illustrato il progetto “I PEERsbullo” attraverso i prodotti finali realizzati nelle attività pomeridiane sono stati: Antonio Presti e Rosario Costa che, tramite un sito web, hanno spiegato le finalità del progetto, la differenza tra bullismo e cyberbullismo, bullismo diretto ed indiretto ed i diversi attori (il bullo, la vittima, gli spettatori); Beninati Rossella ed Elena Arlotta hanno approfondito statistiche in Italia sui numeri del fenomeno, con un powerpoint realizzato dopo approfondite ricerche e creazione dei grafici ed istogrammi da parte dei PEER stessi; infine Giovanni Miano e Laura Biondo hanno spiegato in cosa consiste la peer education ed hanno codificato il decalogo del perfetto PEER educator.

Tra gli esperti interni, il vicario Del Medi e formatore INDIRE Claudio Rosanova ha parlato di sicurezza in rete, suggerendo prudenza ed un elenco di consigli pratici per fronteggiare le insidie del Web, mettendo in guardia contro i siti pro-suicidio o anoressia o bulimia, gioco d’azzardo online, grooming o sexting; non bisogna demonizzare Internet ma saperlo usare con consapevolezza e nel caso in cui si sia testimoni di un atto di cyberbullismo, denunciarlo immediatamente alla polizia postale; la prof.ssa Maria Grazia Pino, docente di diritto ed avvocato penalista ha approfondito la tematica dal punto di vista giuridico, illustrando l’unica legge sul cyberbullismo in Italia ( n.71/2017), “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno” con tutte le implicazioni sia penali sia civili tanto per il bullo quanto per la vittima. La legge prevede all’art.4 “linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto in ambito scolastico, precisando che” ogni Dirigente Scolastico deve individuare fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione ed i contrasto del fenomeno in collaborazione con le forze di polizia, le associazioni e i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio”.

Tra gli esperti esterni, l’avvocato Anna Maria Coppolino, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Aldebaran Onlus, con sede presso il Tribunale di Patti e scopo di solidarietà sociale per le vittime di violenza di ogni genere, ha raccontato la storia di Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo in Italia: a soli 14 anni si è suicidata perchè il video che la ritraeva ubriaca, girato da coetanei durante una festa, era diventato virale, raggiungendo i 2600 like, mentre la sua pagina facebook era inondata di insulti. Accadde nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio del 2013. Carolina ha lasciato un testamento spirituale: “le parole fanno più male delle botte…fate in modo che ad altri non capiti quello che è successo a me”

Infine il dott. Benedetto Genovesi, psicoanalista, psicoterapeuta e psichiatra, è partito dall’etimologia di “bullo”, che deriverebbe dall’olandese “boel” , traslato poi nell’anglosassone “bully” con accezione positiva (bravo ragazzo). Successivamente il significato si è capovolto, divenendo sinonimo di “molestatore di deboli, prepotente”. L’ambivalenza del termine non solo riporta ad interpretazioni freudiane, secondo cui una parola ha un significato conscio ed un altro inconscio, latente, ma ci conduce anche a considerare che il bullo è in verità un debole che, celandosi dietro la sua presunta forza, proietta nell’altro la sua debolezza. Di conseguenza sia la vittima sia il bullo hanno bisogno entrambi di aiuto. Importante a tale proposito il ruolo della famiglia e della scuola nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Tutti i relaori interni ed esterni

 

i Peer si preparano alla relazione

l'auditorio

il gruppo dei Peer con le tutor

il discorso introduttivo della Dirigente e parte dell'auditorio in Aula Magna