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I carmelitani si uniscono alla preghiera del Papa per la pace in Congo e Sud Sudan

Autore: . Pubblicato il 23 febbraio 2018. Inserito in Attualità, Semi di Speranza.

La fraternità carmalitana di Barcellona si unisce all’invito di Papa Francesco, che ha indicato la giornata di oggi come quella dedicata alla preghiera per la pace in Congo e nel Sud Sudan. Per farlo hanno scelto di affidare la loro riflessione sulle delicata vicenda in cui le popolazione africane pagana quella che i carmelitani definiscono “la maledizione di un ricco sottosuolo”.

“La repubblica democratica del Congo sta vivendo giorni molto difficili. Pur potendo contare su una grande ricchezza del suolo e del sottosuolo, si parla di ben 13 milioni di persone che rischiano di morire per fame. Il Congo è di fronte ad una grave crisi politica, perché Kabila, il presidente che ha terminato il suo secondo mandato a dicembre del 2016, non intende lasciare il potere. Il fatto più grave è legato al fatto che ampie aree del paese sono interessate ad una guerra, che non sembra finire mai. Le zone più interessate sono quelle del Kivu, che è al Nord, vicino ai grandi laghi, e quelle del Kasai, al Sud. Sono più di cento i gruppi armati che si contendono il controllo del territorio e quindi delle risorse minerarie. Per poter vivere la popolazione è costretta a lavorare nelle miniere illegali di “coltan”, oro, cobalto in condizioni disumane, sotto posta a soprusi e violenze continue. A chi giova questa situazione? All’industria armiera ed ai suoi mercanti, ma anche ai governi di Rwuanda e Uganda, che con la complicità del governo di Kinshasa e tramite l’impiego di milizie armate si assicurano parti consistenti della ricchezza prodotta. Questo stato di perenne instabilità fa comodo alle imprese minerarie straniere attive in varie parti del paese con il benestare dei governi delle loro nazioni di provenienza. In assenza di controlli, le imprese dichiarano al fisco ciò che vogliono e se il governo vuole imporre un aumento di tasse minacciano rivolte e caos. La situazione così com’è fa comodo anche a noi che possiamo acquistare cellulari e computer portatili a costi contenuti perché il “coltan” utilizzato dalle industrie, proviene in gran parte dalla regione del Kivu a prezzo di sfruttamento anche del lavoro minorile”.

Analoga è la situazione in un altro stato del centro Africa. “Il Sud-Sudan è uno Stato di recente creazione. Esso ottiene l’indipendenza il 9 luglio 2011. A differenza del Sudan, che è a stragrande maggioranza musulmana, quella del Sud-Sudan è invece cristiana. Ma questo non è stato una garanzia per costruire una convivenza pacifica tra le due grandi etnie, che fanno capo a due personaggi come Kiir e Machar, in lotta tra loro per conquistare il potere. La maledizione di questo paese è legato al denaro proveniente dall’estrazione del petrolio e che uno dei due contendenti vuole accaparrare per sé e per i propri amici. Il paese, così, si ritrova in uno stato di guerra civile con grave disagio per la popolazione civile, che si ritrova continuamente a fare i conti con ogni sorta di violenza e di sopraffazione”.