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Oncologia, proteina ERK5 e macrofagi collaborano con le cellule tumorali

Autore: redazione. Pubblicato il 26 marzo 2018. Inserito in Medicina e Salute, School Live.

Nei giorni scorsi, attraverso una ricerca pubblicata dalla rivista americana PNAS “Proceedings of the National Academy of Sciences”, è stata resa nota l’importante scoperta condotta da Emanuele Giurisato dell’Università di Siena, con William Vermi dell’Università di Brescia e Cathy Tournier dell’Università di Manchester, grazie anche al supporto di diverse associazioni fra cui l’AIRC.
La ricerca intitolata “Myeloid ERK5 deficiency suppresses tumor growth by blocking pro-tumor macrophage polarization via STAT3 inhibition” è stata sviluppata dopo circa due anni di studio riguardo l’azione di una proteina, la ERK5 (Extracellular-Regulated protein Kinase 5) e della sua interazione con i macrofagi – cellule del sistema immunitario innato, volti a proteggere da qualunque agente estraneo e potenzialmente pericoloso.
Questi “difensori” dell’organismo entrano a contatto con il micro-ambiente costituito dalle cellule divenute cancerose e vengono riprogrammati divenendo macrofagi TAM (Tumor-Associated Macrophages): a causa della proteina ERK5, provocano la proliferazione e aumentano la malignità del tumore nel corpo.
La rivelazione principale dello studio, come dice il titolo della ricerca, è stata quindi la scoperta della possibilità di bloccare la proliferazione tumorale attraverso l’eliminazione della proteina ERK5, così da diminuire notevolmente il numero e l’azione pro-tumorale dei macrofagi.
Come ha spiegato il professor Giurisato: “Siamo riusciti a dimostrare che nei topi, in assenza della proteina ERK5, la crescita di carcinoma si è ridotta e contemporaneamente si è creata una situazione infiammatoria anti-tumorale”, dunque “questi risultati accrescono la possibilità di attuare una nuova strategia per future cure anticancro, ma è una scoperta che prevede lunghi tempi tecnici, per permettere di validare sull’uomo quello che è stato testato sugli animali.”

Inoltre, questa scoperta è di grande interesse per l’immunoncologia – la branca dell’oncologia che si occupa del potenziamento dell’azione immunitaria contro i tumori –, fondamentale soprattutto per i soggetti anziani, poiché la capacità del sistema immunitario di controllare le cellule che divengono tumorali diminuisce con la vecchiaia.

Dal giornale dell’ITT “E.Majorana”

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