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Terme Vigliatore, l’opposizione chiede una nuova convocazione del consiglio comunale

Autore: Pasqualino Materia. Pubblicato il 6 luglio 2018. Inserito in Attualità, Politica, Terme Vigliatore.

Con una richiesta ufficiale inviata al presidente del consiglio facente funzione per le convocazione ed al segretario comunale, il gruppo “Nuova rinascita” che, nella campagna elettorale conclusasi qualche settimana fa, in merito alla elezione del presidente del consiglio Emanuela Ferrara fatta nel primo consiglio comunale della città termale, chiedono che venga convocata con una seduta urgenza del civico consesso. Nella richiesta si chiarisce anche l’ordine del giorno da discutere: giuramento dei consiglieri comunali eletti assenti nella prima seduta del consiglio comunale per il completamento del quorum funzionale; esami condizioni eleggibilità e di candidabilità dei consiglieri assenti alla prima seduta e convalida ed eventuali surroghe; esami eventuali situazioni di incompatibilità ed eventuale avvio delle conseguenti procedure dei consiglieri assenti alla prima seduta del consiglio; revoca in autotutela della delibera di consiglio comunale n.16 del 26 giugno 2018 di elezione del presidente del consiglio; revoca, in autotutela, della delibera di consiglio comunale n.17 del 26 giugno 2018 di elezione del vice presidente del consiglio comunale; revoca in autotutela della delibera n .17 del 26 giugno 2018 di giuramento del sindaco proclamato eletto; elezione del presidente del consiglio comunale; elezione del vice presidente del consiglio comunale; giuramento del sindaco proclamato eletto.

A supporto di tale richiesta i tre consiglieri citano alcuni articoli di legge del testo coordinato degli enti locali e specificatamente il 228 che così recita: “Il consiglio comunale epletata le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede alla elezione nel suo seno di un presidente per la cui elezione è richiesta alla prima votazione la maggioranza assoluta dei componenti il consiglio”, mentre il 3° comma dell’art.220 così recita:”i consiglieri non presenti alla prima adunanza, prestano giuramenti nella seduta successiva prima di essere immessi nell’esercizio delle loro funzioni. Del giuramento si redige verbale. I consiglieri che rifiutano di prestare giuramento decadono dalla carica. La decadenza è dichiarata dal consiglio. Si legge ancora nella richiesta dei tre consiglieri di “Nuova Rinascita” che “le operazioni di giuramento e di convalida del singolo consigliere sono necessarie e propedeutiche alla corretta composizione dell’organo consiliare, in assensa delle quali il consiglio comunale non può legittimamente esercitare le proprie funzioni per mancanza del quorum funzionale; ne è pensabile, dalla lettura testuale della citata norma, che la convalida operata dal consiglio anche in assenza del consigliere interessato possa da sola legittimare l’immissione nell’esercizio delle funzioni”. E, aggiungono “l’esercizio della funzione connessa al rispettivo mandato elettivo è subordinata al giuramento ed alla convalida dell’avvenuta proclamazione ad opera dell’organo consiliare”.

In pratica, considerato che nella prima seduta del consiglio comunale, due consiglieri e cioè Emanuela Ferrara e Maria Rita calabrò erano assenti e quindi non hanno giurato davanti al consiglio e considerato che la Ferrara è stata eletta presidente del consiglio, secondo i ricorrenti, è stato fatto un errore e che quindi occorre rifare tutto già nel prossimo consiglio. Occorre ricordare anche che il presidente della prima seduta del consiglio, Florinda Duci, si era dichiarata contraria all’elezione fatta a maggioranza (7 voti a favore, 2 voti per Sottile ed una scheda bianca), posizione non gradita ai suoi compagni della maggioranza e che la segretaria comunale aveva, dopo una sospensione del consiglio, avallato l’esito della seduta. La Ferrara, il giorno dopo, aveva con una lettera pubblicata sul sulla sua pagina facebook, aveva dichiarato la sua contrarietà a questa decisione ed aveva anche minacciato le dimissioni da tale nomina. Adesso bisognerà vedere cosa avranno intenzione di fare il neo sindaco Domenico Munafò e la sua maggioranza consiliare che, stando ai fatti seguenti al primo consiglio comunale, può contare su sei consiglieri comunali e, forse, sull’appoggio di Franco Canduci, dichiaratosi indipendente dal gruppo Sottile, con il quale era stato eletto. Si ricucirà tutto? Intanto la nuova giunta tecnica è già al lavoro attivamente.