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Milazzo, domani la presentazione del progetto del film “Franchitto. Io non ho paura”

Autore: . Pubblicato il 13 settembre 2018. Inserito in Associazioni in città, Attualità, Provincia.

Si svolgerà domani alle 11, nei locali della sala consiliare del comune di Milazzo, la conferenza stampa di presentazione del progetto del film “Franchitto. Io non ho paura”, le cui riprese prenderanno il via in questi giorni. Il film è prodotto dal Laboratorio “La Fucina del Sud”, in collaborazione con l’Associazione Ermitage. Un Film scritto e sceneggiato da Giusy Venuti e Franco Arcoraci con l’amichevole partecipazione di Mario Falcone.

Alla Conferenza Stampa di presentazione parteciperanno proprio Giusy Venuti,  Mario Falcone,  che ha contributo alla sceneggiatura del film,  l’attore Rosario Petix , l’aiuto regista Tony Gangitano, il Sindaco di Milazzo, l’Avvocato Giovanni Formica, il Presidente  del Consiglio Comunale,  Dottor Gianfranco Nastasi, addetti ai lavori e giornalisti.

Le riprese inizieranno lunedì 17 settembre e si protrarranno per cinque settimane. I comuni di Milazzo, Spadafora, Oliveri e Barcellona Pozzo di Gotto diventeranno lo scenario nel quale sarà ambientato il film che narra la vicenda storica  di un poliziotto, Franco Arcoraci, conosciuto e temuto nell’ambiente delinquenziale con il nome di “Franchitto” che  ha operato a partire dagli anni 90, per circa 25 anni, a Barcellona Pozzo di Gotto presso il commissariato di P.S. Squadra Investigativa,  e che,  con coraggio, ha sfidato la criminalità organizzata che affligge quotidianamente gli abitanti delle cittadine del messinese.

Il  film, liberamente ispirato alla storia di Franco Arcoraci, detto “Franchitto”, è interpretato dall’attore Rosario Petix  che interpreta la parte dell’ assistente Franco D’Onofrio (nome d’arte) e sarà proiettato nelle migliori sale cinematografiche italiane nell’autunno del 2019.

Il film si prefigge la finalità di veicolare un messaggio pedagogico e culturale che, nel porre in luce la crudeltà spietata dell’organizzazione criminale più nota al mondo, insegni ai giovani che è possibile combatterla non temendola ma fronteggiandola con la cultura della giustizia, della legalità, dell’amore e del progresso civile ed umano.  La storia vuole mostrare l’impegno delle forze dell’ordine e di Franchitto, un poliziotto che vive tra la gente comune divenendone amico e confidente. Il poliziotti comprenderà subito che proprio tra la gente comune si nascondono i piccoli e i grandi criminali che, ogni giorno, nel silenzio, inquinano i territori e la popolazione con atti di terrore e di violenza psicologica.  La mafia vive nascosta in mezzo alla gente comune e, per tanti, diventa quasi un vanto farne parte, ritenendola un fenomeno socialmente corretto  e,  addirittura  , per taluni, la vera alternativa allo stato, dal quale si sentono abbandonati. La mafia può considerarsi un albero le cui radici sono ben radicate e  si diramano per tutta la Sicilia fino arrivare nelle grandi  città del Nord Italia, dove sono  collocate  le sedi organizzative e  la testa pensante dell’organizzazione criminale.

A Barcellona Pozzo di Gotto, che è nota come punto di collegamento strategico tra la mafia messinese e la mafia palermitana,   vive l’organizzazione  più  cruenta e spietata della Sicilia. Giustizia  e malavita si scontrano, ma  spesso si amalgamano con l’omertà e il malaffare,  che diventa  quello che si può definire l’unico sostentamento di una terra che si sente abbandonata, non per propria scelta. Le scene del film evidenziano, da un lato, la bellezza dei luoghi e, dall’altro, il male,  che è attecchito nelle abitudini di chi vi abita e dentro le coscienze di chi lo esercita. Franchitto incarna il  poliziotto che vive nella strada  e  cerca di combattere la mafia sul piano dei  costumi e della  mentalità che la connotano.  Minacce, attentati , arresti importanti si susseguono nelle scene del film , che pone  in luce  la vera identità,   mai narrata,  della mafia, che nessuno conosce e che si esprime  nei comportamenti quotidiani delle persone, in quanto ha messo radici  nelle abitudini di vita  e, pertanto, nell’agire quotidiano delle persone . Viene evidenziato nel film che i mafiosi, come sostiene Franchitto , sono l’esercito di qualche generale che comanda,  di cui  esegue gli  ordini per qualche migliaio di euro al mese: incute  terrore, commette reati di  estorsione nell’intera Sicilia.  Franchitto si trova di fronte a questa realtà, di cui non ha paura e che deve combattere. La Sicilia è  una terra che,  da circa  duecento anni,  vive in tal modo.

Gli attori che prenderanno parte al film sono: Vincent Riotta, Rosario Petix, Nando Morra, Turi Giuffrida, Guia Jelo, Tony Sperandeo, Emanuela Mule’, Giusy Venuti, Marilena Piu, Loredana Scalia, Tony Gangitano, Francesca Rettondini, Mimmo Mignemi, Mario Pupella, Giuseppe Pollicina, Ivan Bertolami, Barbara Bacci, Ciro Petrone ed i giovani attori che hanno superato il casting e gli allievi dell’Accademia di Cinema e Teatro della Fucina – Spazio Teatro Fucina di Torregrotta. L’Ufficio Stampa è affidato a Biagio Maimone.