Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Comitato contro inceneritore del Mela: “Dopo la bocciatura, l’iter non è ancora concluso”

Autore: redazione. Pubblicato il 9 ottobre 2018. Inserito in Attualità, Provincia.

Il Comitato inceneritore diffonde una nota stampa al cui interno viene puntualizzato l’obiettivo ambientale che non si è ancora raggiunto, nonostante la bocciatura dell’inceneritore del Mela.

Nel comunicato si legge quanto segue.

La “bocciatura” dell’inceneritore del Mela nell’ultimo Consiglio dei Ministri del 4 Ottobre rappresenta il primo obiettivo che gli esponenti locali dell’attuale governo hanno raggiunto sulla questione ambientale della valle del Mela.

Infatti se non fosse stato per l’interessamento del Sottosegretario Villarosa, la pratica dell’inceneritore quasi certamente sarebbe ancora chiusa in qualche cassetto a Roma, magari in attesa di una situazione più favorevole ad A2A.

Questo non significa ovviamente che il merito della vittoria sull’inceneritore possa essere ascrivibile solamente a questo governo: se non fosse stato ad esempio per il Piano Paesaggistico e per il pluriennale impegno di comitati, associazioni e amministrazioni locali, l’inceneritore sarebbe già stato realizzato senza neanche bisogno di arrivare in Consiglio dei Ministri.

In ogni caso la vittoria finale adesso è a portato di mano, ma l’iter non è ancora concluso. Anzi, adesso tornerà nella mani della Direzione valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente, che, con il suo parere positivo viziato da palesi travisamenti dei fatti e violazioni normative, ha finora mostrato una posizione pro-inceneritore preconcetta.

Una Direzione ancora presieduta da Giuseppe Lo Presti, qualche anno fa al centro di uno scandalo per delle intercettazioni scottanti che evidenziavano la spregiudicatezza con cui, su richiesta, avrebbe consapevolmente voluto fare una “porcata” (probabilmente una delle tante) a danno dei cittadini, vittime innocenti dell’inquinamento industriale selvaggio. In particolare, la “porcata” finita nelle intercettazioni puntava a rendere vano un provvedimento della Magistratura, che aveva sequestrato la Centrale a carbone Tirrenopower di Novi Ligure, accusata di disastro ambientale e di aver provocato la morte prematura di centinaia di persone.

L’anno successivo allo scandalo Lo Presti venne promosso dall’ex Ministro Galletti a capo della Direzione a cui competono le autorizzazioni di tutti i maggiori impianti inquinanti d’italia: una posizione delicatissima che ricopre ancora oggi.

Per quanto compete la pratica dell’inceneritore del Mela Lo Presti ha adesso il compito di predisporre il decreto di conclusione negativa della procedura. Una prerogativa che, visti i trascorsi del personaggio, ci impensierisce non poco.

Chiediamo quindi agli esponenti locali del governo, in particolare il Sottosegretario Villarosa e la Sen. Floridia, di continuare a vigilare affinchè l’iter di bocciatura dell’inceneritore prosegua rapido e regolare.

Anche perché Lo Presti ha già dato prova di un atteggiamento tutt’altro che limpido sia nella procedura riguardante l’inceneritore del Mela, che in quella del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla Raffineria di Milazzo. Nell’ultimo anno più volte enti locali ed associazioni del territorio hanno inviato istanze e/o diffide a Lo Presti segnalandogli in maniera puntuale e dettagliata alcune palesi violazioni di legge in tali procedure. Sarebbe stato facile sanarle mentre erano ancora in corso: invece Lo Presti ha preferito “tirare dritto” senza rispondere o fornire spiegazioni, tranne in un solo caso, in cui ha fornito spiegazioni ridicole e tutt’altro che convincenti. Così facendo diversi comuni della valle del Mela sono stati costretti – come da noi auspicato – a presentare ricorso contro l’ultima A.I.A. della Raffineria di Milazzo.

In ogni caso non si può non evidenziare come sia inopportuno mantenere il protagonista delle intercettazioni di cui sopra a dirigere le valutazioni e le autorizzazioni ambientali.

E’ chiaro che un ruolo così delicato, chiamato a decidere sulla sorte di centinaia di migliaia di cittadini esposti alle industrie più inquinanti d’Italia, debba necessariamente andare a persone limpide e al di sopra di ogni sospetto.

Non possiamo quindi che ribadire la richiesta, già ad Agosto avanzata da diverse associazioni tarantine, di spostare ad altro incarico il Dott. Lo Presti. E ci piacerebbe che il Sottosegretario Villarosa e la Sen. Floridia si unissero a tale richiesta.