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Terme Vigliatore, Munafò alle prese con altre tensioni interne alla sua maggioranza

Autore: Pasqualino Materia. Pubblicato il 12 ottobre 2018. Inserito in Attualità, Politica, Terme Vigliatore.

Il sindaco di Terme Vigliatore Domenico Munafò, con l’ultima rimodulazione della giunta comunale, ha dato un primo scossone politico alla sua amministrazione, ma non ha certo risolto tutte le tensioni interne alla maggioranza che lo ha sostenuto nella vittoria straripante del giugno scorso.
Il primo cittadino ha subito mostrato i muscoli davanti alle pressioni che gli sono arrivate dalla sua coalizione già nelle settimane successive alla sua elezione, come conferma la conferenza stampa d’insediamento con la decisione di non accettare compromessi con la sua maggioranza, nominando una giunta tecnica composta da Santino Buglisi, Anna Elisa Imbesi, Domenico Magistro e Antonino Rappazzo. L’avvicendo di mercoledì scorso ha modificato il 50 per cento di quella squadra di assessori, che in questi mesi si erano impegnati al servizio del paese con il solo intento di risolvere i problemi. Sono rimasti infatti Buglisi e la Imbesi, mentre al posto di Magistro e Rappazzo sono stati nominati coloro che già in campagna erano stati indicati come assessori dallo stesso sindaco Munafò e cioè il presidente della Pro Loco Daniele Biondo e Domenico Genovese, che in passato aveva ricoperto i ruoli di assessore e presidente del consiglio comunale con l’ultima giunta Cipriano. Certamente la scelta operata da Munafò di mantenere due tecnici in giunta fa capire che ancora oggi esistono pressioni politiche da più parti. Risolto, almeno apparentemente, il nodo della corrente che faceva capo all’attuale presidente del consiglio Emanuela Ferrara (ruolo che dapprima aveva rifiutato in quanto il suo gruppo voleva un assessore), adesso c’è da affrontare quella del gruppo che fa riferimento al consiglio Domenico Feminò, che avrebbe già chiesto la conferma ad assessore dell’uscente Stefano Feminò, zio dello stesso. Al momento la proposta non è stato accolta dal sindaco Munafò, ma non è escluso che si possa arrivare ad un intesa su questo fronte. Le ruggini all’interno del gruppo di maggioranza sono comunque rimaste, se si considera anche la posizione di Florinda Duci che in un primo momento era stata indicata a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio ma che, con una mossa a sorpresa del gruppo di maggioranza qualche ora del consiglio comunale d’insediamento, la defenestrò malamente preferendo, per motivi politici, di premiare il gruppo che faceva capo alla Ferrara, così da lasciare libero un posto di assessore e non solo.
La situazione di incertezza all’interno della maggioranza è seguita con naturale interesse dalla minoranza. Angelo Sottile, capogruppo di Nuova Rinascita, insieme a Davide Abbate e Mariachiara Calabrò, sperano, dopo aver perso subito il consigliere Franco Canduci, che già alla prima seduta ha dichiarato di essere indipendente e non appartenente al gruppo che fa capo a Sottile, di ingrossare le file dall’opposizione con abbandono di consiglieri di maggioranza che non stanno condividendo l’operato di Munafò. Il tempo dirà se questa è una speranza vana od una concreta possibilità, ma il sindaco da parte sua prosegue dritto per la sua strada, senza fermarsi e sta programmando iniziative interessanti sia per l’immagine del paese sia dal punto di vista sociale.