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130 autori e la Venere di Botticelli come inno alla Cultura, edita la nuova critica di Aliberti

Autore: . Pubblicato il 31 ottobre 2018. Inserito in Associazioni in città, Attualità, Cultura.

In copertina la “Nascita di Venere”di Sandro Botticelli rappresenta la Cultura da ammirare, da adorare, da conoscere e dalla quale farsi ispirare. E’ così che il Professore, poeta, critico letterario Carmelo Aliberti dà il benvenuto al lettore buongustaio che si accinge a presentare la sua nuova creatura: “Letteratura e Società Italiana dal Secondo Ottocento ai giorni Nostri”.

Dopo aver delineato la storia ed aver fatto un prezioso quadro culturale, l’autore si sofferma Carlo Cassola e “La ragazza di Bube”, per poi porre l’attenzione sugli autori che hanno scritto la resistenza, Nino Savarese, Francesco Lanza, Nino Famà, Italo Calvino, Beppe Fenoglio. La maledizione del mondo contadino, il positivismo, il naturalismo, Luigi Capuana e la poesia religiosa di Grazia Deledda, rappresentano i contenuti più interessanti della monumentale opera culturale del Prof. Aliberti.

Al vaglio, quindi, oltre 130 autori italiani, non solo nelle loro connotazioni tematiche, concettuali e linguistiche, ma anche intrecciate organicamente nel dipanarsi delle vicende storiche politiche e sociali, espressioni letterarie di contesti storico-sociali affini che ispirano affinità di percorsi nelle varie correnti del Naturalismo e Verismo.

Nelle varie articolazioni del Decadentismo, nell’Avanguardia e nel Futurismo, nella omologata Letteratura degli Anni Trenta e nella letteratura realistica del dissenso, anticipatrice del Neorealismo, i rivoli del Secondo Dopoguerra tra Neorealismo e nuove ragioni narrative, lo Sperimentalismo e le Neoavanguardie degli Anni ’60 sfociati nel Gruppo ’63 e nell’Antologia “I Novissimi di Porta e Sanguineti”, che teorizzavano l’inutilità della poesia tradizionale sostituendola con strutture ed espressioni senza nesso logico, come se fossero la commistione di ermetismo e barocco, con l’esito di una babelica pioggia di termini carichi di un’ideologia della parola svuotata della possibilità di comunicare tra la borghesia capitalistica,proletariato e intellettuali, che esprime l’assoluta incapacità della parola di esprimere sotto altre forme ogni forma di protesta, divenuta inutile, perchè inascoltata dai neocapitalisti imbarbariti.

L’esplorazione attenta di Aliberti si spinge fino ai nostri giorni, analizzando gruppi, intergruppi e nuovi gruppi generati sull’onda della contestazione del gruppo ’63 fino alla produzione dell’ultimo ventennio, in cui è scomparsa la stessa definizione di figura e ai suoi versi aritmici il poeta vive in solitudine, affidando i suoi tormenti, i sogni, le ansie e la disfatta di ogni senso della vita, ora intesa come perpetua agonia. Aliberti fruga anche negli epistolari e nei rapporti sentimentali degli scrittori, verificando alla sorgente le radici della storia esistenziali dei vari personaggi e i pellegrinaggi dell’anima dello scrittore da cui scaturiscono i percorsi interiori delle sue creature.

Il tomo fa parte dei Volumi editi dall’Associazione Culturale NO PROFIT – TERZO MILLENNIO

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Fonte: https://wordpress.com/post/terzomillennio2009.wordpress.com/4739