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Si sblocca la procedura per il ponte sul Longano a Calderà, la Cogemar per il momento rinuncia ai lavori

Autore: . Pubblicato il 4 dicembre 2018. Inserito in Attualità, Primo Piano.

La Cogemar Srl a socio unico ha inoltrato via pec all’ufficio tecnico comunale, ma anche al responsabile del procedimento della Provincia ed alla Prefettura, la sua controdeduzione rispetto al provvedimento interdittivo emesso dalla stessa Prefettura di Messina alla stipula del contratto per l’esecuzione dei lavori aggiudicati all’associazione temporanea d’impresa composta dalla Preva Costruzioni Spa e dalla Coinsot Srl. L’amministratore e socio unico Milo Marchetta ha comunicato la sua scelta di rinunciare alla sottoscrizione del contratto, se la misura interdittiva non sarà revocata prima della stipula dello stesso contratto. Se ciò dovesse avvenire la Cogemar ha espresso la volontà di continuare a far parte dell’Ati aggiudicataria dell’appalto in quota parte. Cosi come previsto dalla normativa sugli appalti, le altre due partecipanti all’associazione d’impresa la Preva Spa e la Coinsot Srl potranno firmare il contratto, modificando la quota parte di partecipazione e garantendo quando previsto dell’offerta presentata in fase di gara d’appalto.
Nelle controdeduzioni, l’amministratore unico della Cogemar Srl ha ritenuto l’interdizione come un grave danno nei confronti di una società che negli ultimi 10 anni ha dato un contributo importante nella lotta alla fenomeno delle estorsioni, raccontando ai magistrati il sistema utilizzato dal racket e denunciando i vertici della famiglia mafiosa barcellonese. E’ stato sottolineato come il provvedimento sia scaturito non da una verifica condotta dalla Prefettura, ma dal rigetto della richiesta avanzata dalla ditta di essere inserita nella “white list” per la sottoscrizione dei contratti con la pubblica amministrazione, motivando la scelta con riferimento ad uno dei vecchi soci della società, Maurizio Marchetta, che secondo quando ribadito nella controdeduzione ha ceduto da anni le sue quote e non ha mai ricoperto cariche amministrative. Marchetta, per le sue dichiarazioni al processo per l’operazione “Sistema”, era stato messo sotto scorta per il rischio di ritorsioni. Contro il provvedimento è stato presentato ricorso al Tar ancora pendente ed in attesa di definizione.