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Tirrenoambiente, la Guardia di Finanza sequestra beni per 4 milioni a quattro ex amministratori

Autore: . Pubblicato il 5 dicembre 2018. Inserito in Cronaca, Primo Piano.

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato 4 milioni di euro ricondubili a quattro ex amministratori, che secondo l’accusa avrebbero svuota le casse della societò dal 2011 al 2013 attraverso il sistema di false fatturazioni. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, Simona Finocchiaro, è stato rivolto all’ex presidente del Consiglio di amministrazione della società, Francesco Cannuli, agli ex amministratori delegati, Giuseppe Innocenti e Giuseppe Antonioli, e ad un ex membro del Consiglio di amministrazione, Carlo Noto La Diega, accusati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e di peculato.

L’inchiesta che ha portato al sequestro è scattata da un’analisi dei conti della società, ormai tempo in liquidazione dopo il sequestro della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, in contrada Zuppà. Dagli accertamenti degli uomini delle Fiamme Gialle sarebbe emerso un ricorso sistematico all’affidamento diretto di lavori, servizi e forniture rivolgendosi a aziende compiacenti che avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 3 milioni di euro. In questo modo la Tirrenoambiente è riuscita ad abbattere i costi di gestione attraverso la contabilizzazione nelle dichiarazioni Iva e imposte indirette delle citate fatture. Nell’inchiesta sono finiti anche i rappresentanti legali delle società incaricate di svolgere le prestazioni per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti e peculato.