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Barcellona, partecipata e molto sentita la Marcia della Pace 2019

Autore: . Pubblicato il 2 gennaio 2019. Inserito in Associazioni in città, Attualità, Primo Piano, Semi di Speranza.

 “Chi ben inizia è a metà dell’opera” e ad iniziare bene, come ogni anno, sono stati la Comunità di Sant’Egidio e il Vicariato di Barcellona P.G.,  promotori della “Marcia della Pace” che ha avuto luogo ieri per le vie cittadine e che ha reso la nostra cittadina protagonista della 52esima Giornata Mondiale della Pace.

Il Vicario Foraneo Padre Giuseppe Currò, la CroceRossa, il Codi, il gruppo Famiglie adottive, la Casa di Ismail, la Fidapa, l’Avulss, i Carmelitani, la Casa di accoglienza e Solidarietà di Padre Pippo Insana, l’ assessore Nino Munafò, i Vigili Urbani hanno condiviso e partecipato all’appuntamento con spirito critico, mirando all’obiettivo della Comunità di San’Egidio: insistere alla costruzione della Pace.

Il corteo è partito alle ore 16.15 di ieri pomeriggio dal quartiere Fondaconuovo, mostrando i nomi dei Paesi in guerra su dei cartelloni. L’apice della marcia si è avuto presso l’ex pescheria.

Al breve discorso introduttivo del Prof. Vito Raimondo, referente della Comunità di Sant’Egidio per il territorio barcellonese, a Fondaconuovo sono seguiti numerosi interventi in via Longo.

Dopo la lettura dell’appello di pace di Papa Francesco “Pace in tutte le terre!” ripreso anche all’interno del discorso introduttivo del Prof. Raimondo, il quale ha puntualizzato che  Barcellona dedica alla Pace ogni 1° gennaio da ben 8 anni e che “quest’anno ha condiviso il tema della buona politica al servizio della pace”, sono state ascoltate delle testimonianze.

La prima testimonianza è stata quella di Tejan, proveniente dalla Sierra Leone che ha percorso “la strada difficile” che dalla vita in Africa lo ha condotto, attraverso la Libia, in Italia. “Ho visto donne violentate dalla ferocia degli uomini, bambini molto piccoli morire di fame, i libici ci trattano come schiavi e noi,  per alcuni di loro, non siamo essere umani ma animali.  – ha raccontato Tejan che in conclusione ha aggiunto -Voglio solo dire grazie di cuore all’Italia per averci salvato la vita. Dio benedica l’Italia.”

Dopo di lui, l’Assessore Nino Munafò, leggendo i cartelloni con i nomi dei Paesi in guerra, ha ricordato le tante guerre ancora aperte e si è unito al coro dell’Appello di Pace 2019 sottolineando che “è compito e responsabilità della politica risolvere tutte le problematiche e portare la pace.”

Padre Giuseppe Currò, felice che a Barcellona si sia svolta la marcia, si è augurato di proseguire e migliorare per i prossimi anni questo momento di riflessione e si è detto molto soddisfatto di aver scelto l’ex pescheria come punto di arrivo, posto caro ai giovani.

Il momento di riflessione è servito a condividere la lettura delle quindici frasi  dedicare all’Africa, ai rifugiati, alle vittime del terrorismo, a chi è perseguitato per la propria fede, tutti i Paesi in guerra. L’accensione delle candeline in un braciere e lo scambio della Pace ha poi segnato il momento finale della “Marcia della Pace”.

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