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La mancata stabilizzazione dei precari a Barcellona diventa un caso politico

Autore: . Pubblicato il 4 gennaio 2019. Inserito in Attualità, Primo Piano.

Le notizie delle stabilizzazioni del personale precario assunto quasi trent’anni fa con i fondi della Regiona Sicilia anche nei comuni di Terme Vigliatore, Merì e San Filippo del Mela hanno aperto un dibattito politico a Barcellona Pozzo di Gotto. Lo stesso destino infatti non è toccato ai contrattattisti di Palazzo Longano, che dovranno attendere almeno un altro anno per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato. Il nodo della vicenda, come spiegato anche dall’assessore regionale Bernadette Grasso, in occasione della sottoscrizione dei contratti nel Comune di Merì, è stato il mancato avvio della procedura selettiva interna tra i contrattisti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, che invece era stata avviata e definita sia a Merì, che a Terme Vigliatore e San Filippo del Mela, nei tempi previsti dalla normativa. “Senza la selezione interna ed una graduatoria definitiva – aveva chiarito l’ass. Grasso – non è stato possibile procedere alla stabilizzazione dei precari regionali di Barcellona e di tutti i comuni che non hanno rispettato i tempi della procedura. Non è possibile essere assunti in un ente pubblico a tempo indeterminato senza passare attraverso una procedura concorsuale, che in questo caso è interna e non prevede apertura verso nuovi candidati. La Regione ha comunque definito il percorso che consentirà a tutti i contrattisti regionali di poter ottenere la stabilizzazione e la serenità lavorativa entro e non oltre il 2020”.

Il consigliere comunale d’opposizione David Bongiovanni, attraverso i social network ed poi con alcune dichiarazioni ad un quotidiano locale, ha stigmatizzato la mancata assunzione dei precari storici di Palazzo Longano, accusando di fatto l’attuale amministrazione comunale di non aver garantito lo stesso trattamento ricevuto dai lavoratori degli altri Comuni del comprensorio. “Leggo dei tanti precari storici stabilizzati entro il 31 dicembre – ha scritto sul suo profilo – da molti comuni del comprensorio ed un dubbio amletico mi assale: la mancata stabilizzazione dei precari del comune di Barcellona Pozzo di Gotto è l’ultimo dei fallimenti dell’Amministrazione Materia del 2018 o il primo del 2019?
Il sindaco Roberto Materia ha risposto alle accuse del consigliere del PD ed ex assessore della precedente amministrazione con un nota articolata: “I Comuni che oggi hanno potuto procedere celermente alle stabilizzazioni, senza nuova procedura selettiva, sono quelli che aveva definito le graduatorie nel 2013 e chiesto l’elargizione del contributo di cui all’art. 23, comma 14 della L.R. n. 19/2005, quale quota del 90% a carico della Regione Siciliana, per un quinquennio a decorrere dalla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti in essere. A differenza del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, questi Comuni hanno oggi potuto usufruire delle precedenti graduatorie già formate, a seguito dei concorsi regolarmente conclusi entro il 2013 ed hanno potuto utilizzarle per l’assunzione del personale precario che risultava vincitore. Se entro il 2013, il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto avesse definito le procedure selettive (come hanno fatto molti altri Comuni), oggi avrebbe potuto completare, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di assunzione e di limiti alla spesa del personale, la procedura volta alla stabilizzazione a tempo indeterminato del personale precario. In quella fase tra gli Amministratori non c’è anche il consigliere Bongiovanni, che avrebbe potuto sollecitare quella procedura? Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, non potendo utilizzare graduatorie già definitive, ha posto in essere tutti gli adempimenti per dare applicazione al D. Lgs. n. 75/2017, che verranno concluse nel 2019, previo espletamento delle procedure selettive. L’art. 3 della l.r. 27/2016, come modificato ed integrato dall’art. 26 della l.r. 11 maggio 2018 n. 8, e la analoga disciplina contenuta nell’art. 20 del d.lgs. 75/2017, sancisce, infatti, che nell’ambito della programmazione del fabbisogno di personale relativa al triennio 2018/2020 gli enti locali della Regione Siciliana procedono all’attuazione delle misure straordinarie finalizzate al superamento del precariato. Stiamo procededo nel percorso di stabilizzazione secondo le linee guide definite dalla circolare 16042 dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione Pubblica, del 5 novembre 2018, che ha chiarito le modifiche adottate dal legislatore siciliano proprio al fine di rendere possibili le procedure di stabilizzazione e di assicurare la copertura finanziaria di pertinenza della Regione Siciliana, ossia quelle indicate al comma 1 dell’art. 6 (c.d. Fondo delle Autonomie locali), al comma 7 dell’art. 30 della L.r. n. 28/01/2014 n. 5 (Fondo straordinario precari) e le autorizzazioni di spesa di cui al comma 10 lett.b) dell’art. 3 della L.r.n. 27 del 2016. Non possiamo non costatare come anche su questi temi si faccia politica senza guardare alle responsabilità delle amministrazioni che ci hanno preceduto ed addossandolo tutte al sindaco in carica“.