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Riduzione gettone di presenza: botta e risposta tra Sovranisti e Avanti con fiducia, ma pagano i cittadini

Autore: . Pubblicato il 12 gennaio 2019. Inserito in Politica, Primo Piano.

Il consiglio comunale ha bocciato l’aumento della decurtazione del gettone di presenza dal 15 al 30 per cento, con un voto trasversale e con assenza in aule, solo alcune giustificate, tra i banchi di maggioranza ed opposizione. La scelta probabilmente aumenta la distanza tra i cittadini e la politica in un momento in cui si chiedono sacrifici alla gente per evitare il dissesto dell’ente. Non era importante la cifra che sarebbe rimasta nelle casse del Comune, ma il segnale di partecipazione da parte della classe politica barcellonese.

Le due sedute di consiglio comunale sono state animate dal dibattito a volte demogogico sull’opportunità di aumentare la decurtazione del gettone di presenza abbassando dai 50 euro  a poco meno di 40 euro. Prima di bocciare l’emendamento presentato da Avanti con Fiducia con il consigliere Antonio Mamì, che chiedeva appunto l’aumento al 30 per cento, la polemica è stata innescata dal voto contrario dell’aula al subemendamento proposto dal gruppo Sovranista del Movimento Nazionale, con il consigliere Alessandro Nania. “Il nostro gruppo – affermano lo stesso Nania e la collega Melangela Scolaro – di far decorrere il campo di applicazione della decurtazione al 30% del gettone di presenza a tutti gli amministratori in carica dal 2013 sino ad oggi, facendo recuperare al Comune con un atto concreto, forte, etico e congruo la somma di oltre 500.000 euro a fronte di misere 30.000 euro circa. dimostrando ai cittadini di partecipare in modo considerevole ai sacrifici imposti dalla legge. La nostra proposta è stata bocciata con il voto contrario degli ex amministratori del periodo attualmente presenti in consiglio comunale, bollando la proposta come inattuabile perché retroattiva e col parere contrario del Segretario comunale, sostenendo che ciò è vietato votare una delibera con parere sfavorevole e dimenticando quanto detto e fatto da loro stessi in occasione del piano di riequilibrio. Ci teniamo a ricordare che gli ex amministratori della agiunta Collica dopo aver superato i paletti del patto di stabilità e la decurtazione del 30 per cento applicata fin dal 2010, hanno richiesto i soldi dell’adeguamento delle indennità previste dalla legge per gli anni 2014 e 2015. Se tutti avessero votato come il Movimento Nazionale le casse comunali avrebbero incassato oltre 500.000 da destinare al bene comune. Le chiacchiere stanno a zero e i fatti dicono da che parte stanno quanti fanno propaganda spicciola e sceneggiate strumentali e quanti sono sempre disponibili a difendere sul serio l’interesse pubblico”. Il Movimento Nazionale ha poi votato favorevolmente alla proposta di decurtazione del 30 % ai soli consiglieri presentata dall’opposizione consiliare, che è stato bocciato dalla maggioranza,  con 11 voti contro i 7 favorevoli.

Sull’esito del consiglio comunale arriva anche l’analisi del gruppo Avanti con fiducia: “La nostra proposta, relativa all’aumento della decurtazione del gettone di presenza del 30%, era molto chiara e dettata dalle circostanze di grave crisi finanziaria in cui oggi versa il Comune. Dopo aver chiesto con il piano di riequilibrio enormi sacrifici ai cittadini per la durata di 20 anni, la politica avrebbe dovuto fare la sua parte. Purtroppo così non è stato e i Consiglieri a mio giudizio hanno dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che ricoprono. Il dibattito in aula è stato davvero deprimente, con proposte pretestuose e provocatorie volte solo a spostare l’attenzione su altro o a perdere tempo, tant’è vero che nel corso della prima seduta è venuto meno il numero legale a causa di assenze nelle file della maggioranza, il giorno successivo si é proceduto alla bocciatura del 30%. Il subemendamento proposto dai consiglieri del gruppo Sovranista non meriterebbe alcun commento, non solo perché infondato e illegittimo (cioè inapplicabile) ma anche perché basato artatamente su argomentazioni tendenziose volte, ancora una volta, a screditare l’amministrazione precedente. Si ha forse il timore di ammettere che quella guidata dal Sindaco Collica è stata, senza ombra di dubbio, una tra le amministrazioni più virtuose della storia barcellonese, capace di operare concretamente sulla strada del risanamento. E’ doveroso, visti i tentativi di mistificazione, ricordare che nell’ormai lontano 2012 Maria Teresa Collica ereditò dal predecessore Nania un ente strutturalmente deficitario che aveva più volte sforato il patto di stabilità, ma nel giro di due anni riuscì a rispettare i parametri imposti dalla legge e a chiudere i bilanci in pareggio. Grazie a questo, le sanzioni che prevedevano la decurtazione delle indennità (e anche altro come l’impossibilità di contrarre mutui) sono state eliminate e di questo ne hanno beneficiato soprattutto gli amministratori successivi, i quali hanno avuto maggiore libertà di azione nonché il riconoscimento dell’ indennità piena. Purtroppo sono bastati tre anni della disastrosa gestione Materia-Nania-Calderone per far ripiombare la nostra città nel baratro”.