Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Calderone (FI): Quota 100 anche per i regionali e voucher per le imprese che formano con il reddito di cittadinanza

Autore: . Pubblicato il 21 gennaio 2019. Inserito in Attualità, Politica.

Il deputato regionale di Forza Italia, Tommaso Calderone, dopo l’approvazione del reddito di cittadinanza e della quota 100 per i pensionamenti, chiede alcuni adeguamenti anche per il territorio siciliano. “Il Decreto sulla Quota 100, che riforma il sistema pensionistico italiano, crea disparità di trattamento tra i soggetti gestiti dall’INPS rispetto ai dipendenti della Regione Siciliana, la cui gestione previdenziale è affidata al Fondo Pensioni Sicilia. È per tale motivo che ho deciso di presentare un emendamento al Collegato che dia anche ai dipendenti regionali la possibilità di beneficiare di una norma nazionale, evitando disuguaglianze ingiustificabili rispetto ai principi costituzionali. Nel medesimo documento a mia firma, è previsto che il Fondo pensionistico siciliano possa anticipare il trattamento di fine rapporto, nel limite di 30 mila euro, sia in favore dei nuovi pensionati che per coloro i quali seppure in pensione, sono ancora creditori del TFR. Non è possibile che si debba aspettare fino a 7 anni per la restituzione delle trattenute sullo stipendio. Una correzione a mio avviso doverosa che tutela i dipendenti della Regione, i quali sarebbero altrimenti vittima di un sistema pensionistico per loro penalizzante.

Sul reddito di cittadinanz, l’on. Calderone ha proposto l’istituzione di un Voucher pari a € 2.000 annui per le Imprese che puntano sulla formazione di soggetti titolari del Reddito di Cittadinanza. ““Ho appena depositato in Assemblea un emendamento al Collegato che dia la possibilità all’Assessorato Regionale al Lavoro, di erogare tramite procedura a sportello un contributo alle imprese coinvolte nella formazione di chi ottiene il reddito di cittadinanza. È necessario trasformare una misura assistenziale in realmente efficace e produttiva. Il sostegno ai percorsi formativi sarebbe garantito per un massimo di 2 annualità dall’Asse I del Fondo Sociale Europeo. Ritengo che la formazione in azienda, vero cuore pulsante dell’economia, sia lo strumento migliore per ottenere risultati concreti, sia per il lavoratore che sul campo apprende un mestiere, sia per evitare spreco di denaro pubblico, con la creazione di sovrastrutture inefficaci e dispendiose. Con un voucher alle imprese che assumono e investono sulla formazione dei futuri dipendenti, ci si allinea alla più produttiva logica imprenditoriale, piuttosto che al mero assistenzialismo burocratico”.