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Le contestazioni a carico del consigliere comunale Salvatore Imbesi

Autore: . Pubblicato il 11 febbraio 2019. Inserito in Cronaca, Primo Piano.

L’imprenditore Salvatore Imbesi, attuale consigliere comunale ed in passato assessore al bilancio, è il personaggio chiave nell’operazione “Succhi d’oro”, condotta dalla Guardia di Finanza di Messina e conclusa con l’arresto del noto rappresentante dell’impresa Agrumigel di Barcellona Pozzo di Gotto.
In questa circostanza gli vengono contestati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Secondo la Procura, Imbesi avrebbe cercato di ottenere finanziamenti pubblici per l’attività di lavorazione degli agrumi, con sede in via Barcellona Centineo, attraverso una serie di false fatturazioni con l’obiettivo di evadere le imposte e di ottenere un finanziamento europeo da 5 milioni di euro. L’importo complessivo della truffa ammonta a circa 25 milioni di euro e già nell’ambito dell’inchiesta Succhi d’Oro è stato disposto un sequestro di 10 milioni di euro della quote societarie delle imprese riconducibili allo stesso Imbesi.
L’Agrumigel e lo stesso Salvatore Imbesi erano state coinvolte in diverse inchieste. Lo stabilimento era stato sequestrato per lo sversamento abusivo di materiale di risulta dalle lavorazione degli agrumi e la vicenda giudiziaria si era conclusa con la riapertura dello struttura. Salvatore Imbesi nel 2017 era stato rinviato a giudizio con l’accusa di evasione fiscale in merito alla mancata dichiarazione di circa 1 milione e 600 mila euro nella comunicazione Iva del 2012, che avrebbe comportato un’imposizione Ires di circa 400 mila euro. Nei suoi confronti era poi stata presentata dal fratello Saverio una proposta di incompatibilità all’incarico di consigliere comunale, bocciata dal civico consesso nel 2016, perchè la società l’Agrumigel, di cui Salvatore Imbesi detiene il 33 per cento delle azioni, aveva pendente un ricorso al Tar contro il Comune con la richiesta di un risarcimento del danno di oltre 2 milioni di euro. Per tutti i precedenti reati era stato assolto da tutti le imputazioni.