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24liveSchool, il giornalismo scientifico al Copernico sulle nuove scoperte della terapia genica e cellulare

Autore: . Pubblicato il 18 febbraio 2019. Inserito in Attualità, School Live.

A fare il medico si impara già sui banchi di scuola. Partendo dallo studio di una patologia insidiosa, la cardiomiopatia ipertrofica (una malattia ereditaria, presente in 1 adulto su 500, difficile da diagnosticare e particolarmente pericolosa in condizioni di sforzo: è infatti la prima causa di morte cardiaca improvvisa e inspiegabile tra i giovani atleti), la scuola ha messo in contatto gli studenti con la giovanissima ricercatrice barcellonese Enrica Pellegrino, che ha studiato negli USA le applicazioni del complesso molecolare CRISPR/Cas9 per prevenire e curare questo tipo di patologia.
La sperimentazione di biomedicina è avvenuta con successo, senza provocare effetti indesiderati, ma prima di passare alle applicazioni cliniche saranno necessari ancora molti studi.
Nel corso di tutta la trattazione, si è fatta un’ampia riflessione sul dirompente impatto economico, sociale e soprattutto etico che le nuove tecnologie di modifica genica comportano, in particolare quando applicate alle cellule staminali embrionali.
Siamo pronti a curarci o a prevenire le malattie utilizzando embrioni manipolati?
È questo l’interrogativo a cui hanno tentato di rispondere gli studenti della 4B Liceo Scientifico delle Scienze Applicate dell’ITT-LSSA “Copernico” di Barcellona P.G.
La risposta è positiva, almeno su suolo americano, ma ferve il dibattito tra scienziati e bioeticisti sulla possibilità di modificare con tecniche di manipolazione genetica gli embrioni umani.Immaginecopernico
Così ha risposto la dottoressa Pellegrino, intervistata dai ragazzi:
D. Secondo lei, dal punto di vista bioetico, è necessario adottare una regolamentazione internazionale?
R. Una regolamentazione internazionale necessita di paramenti oggettivi che possano limitare l’utilizzo di tale tecnica. In questo caso la materia del contendere dà adito a pareri fortemente discordanti: da una parte la sconfinata voglia di conoscenza, dall’altra la paura di creare un mondo dove non esistano “regole naturali”. Anche se CRISPR/Cas9 è una tecnica versatile, facile da utilizzare, economica e con un potenziale di utilizzo illimitato, penso che ad oggi sia certamente necessario interrogarsi sui possibili rischi – benefici di tale tecnica ma non al punto da adottare una più severa regolamentazione. A mio parere, la responsabilità personale dovrebbe guidare ogni scienziato, come anche ogni uomo, ma questa può davvero essere sufficiente a placare la voglia di conoscenza?
Non è facile rispondere, ma crediamo che la speranza nella lotta contro tante malattie, un tempo definite “mali incurabili”, venga dalla ricerca scientifica sulle nuove terapie avanzate.

Mattia Ballarino
Classe 4B
LSSA “Copernico” Barcellona P.G.