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“Il mafioso caduto dal letto”, Guido Burgio presenta il suo romanza al “Majorana” di Milazzo

Autore: redazione. Pubblicato il 16 marzo 2019. Inserito in Attualità, Cultura.

Nel novero degli incontri organizzati dal Majorana di Milazzo insieme alla Libera Universita’ della Terza Età (LUTE) presieduta dal dott. Claudio Graziano, il 13 marzo è stato accolto dal D.S. prof. Stello Vadalà che ha salutato e presentato l’ospite e da una numerosa platea nell’Aula Magna dell’I.T.T. lo scrittore Guido Burgio e l’editore del suo libro “Il mafioso caduto dal letto”, dott. Toni Saetta.

Accostandolo a famosi romanzieri del diciannovesimo e ventesimo secolo che hanno narrato di mafia, le professoresse Scaffidi e Chillè, docenti dell’Istituto, hanno presentato il libro dal titolo dissacrante e ironico e dialogato con l’autore.

Il romanzo è uno spaccato di vita di un borgo siciliano che lo scrittore osserva e descrive come fosse un quadro o una scenografia teatrale. Burgio racconta luoghi, mentalità e atteggiamenti dei suoi personaggi assumendo il loro punto di vista, in particolare del protagonista, il boss Don Mimì, che si confessa in un serrato dialogo con un’intervistatrice partendo dal significato del titolo del libro.

Il nocciolo della storia sta tutto in una domanda: i boss mafiosi ragionano come la maggior parte delle persone o è la maggior parte delle persone che hanno un atteggiamento e un modo di pensare mafioso nel cercare, ad esempio, scorciatoie per i propri interessi a scapito di altri? Don Mimì vede la mafia come alternativa allo Stato nell’aiuto ai più deboli, nella difesa delle donne o dei bambini dai tanti pericoli cui possono incorrere. E qui Burgio, in questa anomalia, ci stimola ad esercitare le nostre capacità di comprensione della realtà. Tra le righe leggiamo che urge un cambio di mentalità: lo Stato non è un nemico ma siamo tutti noi.

Il romanzo, in fondo, tratta in modo leggero questi grandi temi e Don Mimì, alla fine, rischia di apparire emotivamente simpatico perché, il leitmotiv della sua vita è l’amore per Concettina, l’unica donna amata, tanto amata che quando stava con lei, per la felicità e l’entusiasmo, non calcolandone bene le distanze, cadeva dal letto. Il libro, così, si chiude con una sequenza romantica: Mimì e Concettina abbracciati al chiaro di luna e, secondo noi, avvolti in nuvola profumata di zagara.