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24liveSchool, disagio giovanile: soluzioni al “mal di vivere”. Intervista a Don Giuseppe Cutrupi

Gli adolescenti “non sono soli”. Nella città di Barcellona Pozzo di Gotto, l’aiuto ai giovani e alle famiglie viene dalle tante associazioni presenti sul territorio.

Autore: . Pubblicato il 25 marzo 2019. Inserito in Attualità, School Live.

Nella società di oggi, gli adolescenti sono sempre più tentati all’infrazione delle regole, manifestano mancanza di rispetto verso i più deboli, utilizzano un linguaggio scurrile e un comportamento spesso violento o caratterizzato da arroganza. Perché tutto questo? Quali le cause? E, le soluzioni?

Il benessere diffuso, garantito dalla nostra società (alimentazione, studio, viaggi, svaghi, tecnologie, etc.), avrebbe dovuto aiutare gli adolescenti ad essere più felici, invece non è così, perché sempre più spesso le cronache nazionali e locali ci propongono storie di adolescenti allo “sbando”. Gli psicologi dicono che le cause vanno ricercate in “vissuti” tormentati, che sospingono i ragazzi più deboli verso l’uso di droghe, di alcool o verso i disturbi gravi dell’alimentazione (vedi anoressia e bulimia), quelli più violenti non solo verso quei fenomeni di cyberbullismo, che tanto male arrecano all’altrui persona, ma anche verso quei fenomeni assai più gravi di aggressione fisica della “vittima prescelta”.

Di recente, le Forze dell’Ordine, nel cuore della movida barcellonese della Ex Vecchia Pescheria di Via Longo, hanno individuato e arrestato, per estorsione aggravata, quattro giovani che avevano aggredito il titolare di un locale per non pagare il conto.

Ma il “mal di vivere” ha un antidoto, l’Associazionismo. Il nostro territorio barcellonese offre spazi diversi di associazione, di aggregazione, luoghi dove il giovane può vivere e sentirsi partecipe di esperienze ludiche, ricreative e formative che trasmettono sentimenti di amicizia, fraternità, entusiasmo condiviso. Tra queste realtà, la Scuola Calcio Or.Sa. Promosport e l’Oratorio Salesiano.

L’Or.Sa. si occupa della crescita e della valorizzazione di giovani calciatori; l’Oratorio Salesiano “San Michele Arcangelo” si prende cura dei piccoli e della gioventù, trova il modo di radunarli e di occuparli in modo utile al corpo e alla mente. Al responsabile di quest’ultima realtà, Padre Giuseppe Cutrupi, abbiamo voluto porgere brevi domande, per sapere e conoscere meglio le opportunità che si offrono ai più giovani, le strategie educative, l’impegno nella formazione educativa e sociale degli adolescenti.

L’accoglienza e la cura dei giovani come viene gestita?

L’Oratorio Salesiano è un centro di aggregazione giovanile che, sul modello dell’insegnamento di don Bosco, Padre fondatore, mira a una formazione psicologica e affettiva globale di tutti i ragazzi che ne vogliono fare parte. Oggi, l’Oratorio accoglie diverse tipologie di giovani, senza restrizioni di nessun tipo, appartenenti a fascia d’età diverse e con problematiche proprie, alle quali l’Oratorio cerca di rispondere. L’accoglienza è fatta con uno spirito di gruppo, di famiglia, che accoglie le persone con cordialità e un sorriso sempre pronto.

Come affrontate le difficoltà che si accompagnano ai percorsi di crescita individuale dei giovani?

L’oratorio è come una casa che accoglie, una chiesa che evangelizza, un cortile che avvia alla vita. Tutti i ragazzi che arrivano nel nostro centro giovanile hanno a disposizione diversi tipi di attività da svolgere. Appena il ragazzo ha avuto modo di ambientarsi, entra a far parte dei vari gruppi di formazione, all’interno dei quali vengono affrontate riflessioni su tematiche particolarmente sentite dagli adolescenti. L’obiettivo finale di questi percorsi formativi è la crescita dell’individuo; i ragazzi imparano l’arte del saper vivere nel mondo come cittadini onesti.

L’insuccesso in un percorso di recupero individuale, quanto pesa e quanto incide sulla programmazione dei correttivi?

Ci sono, sicuramente, ragazzi che hanno bisogno di un percorso di recupero individuale; su questi ragazzi poniamo ancora di più la nostra attenzione, ma non sempre gli obiettivi che ci prefiggiamo vengono realizzati. Siamo una struttura formativa libera, possiamo prendere l’iniziativa, ma lasciamo agli adolescenti il 100% di libertà di accettare o meno la nostra proposta educativa. Questo può essere un insuccesso, in quanto le nostre proposte possono essere condivise solo parzialmente, ma dalla mia esperienza posso dire che tutte le volte che abbiamo focalizzato un insuccesso, ce ne siamo resi conto e abbiamo avuto modo di capire come orientare la nostra attenzione e azione in maniera correttiva.

Non c’è dubbio che, per le conoscenze che abbiamo acquisito, frequentare questi “Spazi di socialità” educativa, farli conoscere e difenderli deve essere impegno di tutti.

Andrea Catalfamo

IV sez.F

Liceo “E.Medi” Barcellona P.G.

gior