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Terme Vigliatore, il consiglio comunale boccia la Tari: Canduci passa ufficialmente in maggioranza

Autore: Pasqualino Materia. Pubblicato il 8 aprile 2019. Inserito in Attualità, Politica, Primo Piano, Provincia.

Restano agitate le acque nel consiglio comunale di Terme Vigliatore, dove non è passata la proposta di modifica delle tariffe sulla Tari, la tassa sulla raccolta dei rifiuti. L’opposizione, attraverso il capogruppo di Nuova Rinascita, Angelo Sottile, ha contestato gli aumenti proposti dall’amministrazione, chiedondo di intervenire con una più incisiva lotta all’evasione fiscale, per allargare la platea dei contribuenti e ripartire il costo del servizio in maniera equa. Sulla stessa posizione si è espresso anche il consigliere Domenico Feminò eletto nella lista del sindaco Domenico Munafò, ma ormai da tempo in rotta di collisione con la politica della maggioranza. La votazione sul punto ha visto soccombere l’amministrazione, con i voti contrari dei tre consiglieri d’opposizione, Angelo Sottile, Davide Abbate e Maria Rita Calabrò, ai quali si è aggiunto il consigliere di maggioranza Domenico Feminò, ma soprattutto grazie all’astensione di due consiglieri di maggioranza, Florinda Duci e il presidente Emanuela Ferrara, ed alle assenze in aula più o meno giustificate di altri due consiglieri della lista del sindaco Munafò. E’ stato un segnale importante per il primo cittadino, che adesso però incassa l’adesione ufficiale al suo progetto politica del consigliere comunale Franco Canduci, eletto nella lista del candidato a sindaco Angelo Sottile, ma che da subito si è dichiarato indipendente e rappresentante dell’onorevole Tommaso Calderone. Il voto contrario sulla Tari poteva far presagire ad una crisi politica-amministrativa nell’amministrazione comunale guidata dal dottor Domenico Munafò, che adesso cerca le contromisura per garantire la governabilità del paese. Già in quella seduta Canduci aveva votato a favore della proposta del documento proposto dalla giunta Munafò anche se ciò non era bastato. Adesso, dopo la decisione dell’onorevole Tommaso Calderone di voler aderire ufficialmente alla maggioranza comunale che appoggia Munafò,  può forse chiarire ufficialmente il quadro politico locale. Ricordiamo che ad appoggiare il sindaco ci sono i consiglieri Fabio Valenti (capogruppo di maggioranza), Giovanni Zanghi’ (vice presidente del consiglio), Daniele Biondo e Domenico Genovese (che sono anche assessori), Stella Giunta, Florinda Duci e il presidente del consiglio Emanuela Ferrara e, almeno sulla carta Domenico Feminò. Diciamo sulla carta perché da tempo lo stesso consigliere ha attaccato pubblicamente l’operato del sindaco e della sua amministrazione su vari argomenti attraverso comunicati stampa molto dettagliati e documentati.  Sempre sulla carta, il sindaco può contare su otto consiglieri e quindi può continuare il suo cammino politico anche se qualche dolore di stomaco (vedi le astensioni del presidente Emanuela Ferrara e della consigliera Florinda Duci) lo porta a riflettere sul da farsi.