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I riti della Settimana Santa a Barcellona, il bilancio degli Assessori Pino e Munafò

Autore: redazione. Pubblicato il 2 maggio 2019. Inserito in Attualità, Politica.

Terminati i tradizionali riti della Settimana Santa di Barcellona P.G., l’Amministrazione Comunale ritiene opportuno, da una parte, tracciare un bilancio di ciò che è stato fatto e, dall’altra, gettare le basi per il futuro, in un’ottica di massima valorizzazione delle tradizioni popolari locali e dell’inestimabile patrimonio cittadino rappresentato dalle “varette”.

L’iniziativa intrapresa e portata avanti dagli Assessori Nino Munafò e Angelita Pino, volta a diffondere e tramandare alle nuove generazioni il famoso canto della “Vexilla Regis” (attraverso numerosi incontri avvenuti nelle scuole tra gli studenti e i visillanti stessi, accolti ovunque con entusiasmo e sentita partecipazione), ha rappresentato soltanto l’ “incipit” di un percorso molto più lungo e articolato, finalizzato alla realizzazione di veri e propri “laboratori” e, financo, persino di una vera e propria “scuola della Visilla”.

Non può che manifestarsi soddisfazione anche per il successo della mostra allestita presso la Galleria “Seme d’Arancia”, dal titolo “La Settimana Santa a Barcellona P.G.” (per iniziativa delle Associazioni – che si coglie l’occasione di ringraziare ancora una volta – “Sport e Salute” ed “Attivamente”, in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso e “Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto”), nonché del relativo convegno di presentazione, organizzato – oltre che dalle Associazioni già citate – anche dalla Pro Loco Manganaro, e che ha visto intervenire, in qualità di relatori ed esperti, Andrea Italiano, Marianna Saporito, Antonio Cirinnà e Walter Rizzo.

Proprio la sentita partecipazione agli incontri di cui sopra, cui si aggiunge quella – straordinaria – alle due Processioni del Venerdì Santo, dimostra quanto i cittadini barcellonesi, e non solo, siano affezionati a questa tradizione ed a ciò che ne costituisce in primis la ratio fondante, ossia appunto le Vare.

E, proprio a riprova del fatto che esse non possono, e soprattutto non devono, costituire solo argomento della Settimana Santa, l’Amministrazione comunale, già all’indomani delle Festività pasquali (proseguendo un percorso già intrapreso da settimane insieme ai propri esperti), si è messa all’opera al fine di ricercare le soluzioni migliori, tecnicamente ed economicamente praticabili, per la massima salvaguardia e conseguente valorizzazione della storica processione del Venerdì santo.

Già da diversi anni, si parla della realizzazione di un Museo delle varette, fisso o “itinerante”(come peraltro suggerito da alcuni relatori intervenuti al convegno succitato): tuttavia, sebbene tale idea appaia senz’altro affascinante ai più, essa potrebbe a fortiori non valorizzare al meglio i gruppi statuari che compongono la processione; essi, infatti, si troverebbero esposti per tutto l’anno come dei manichini, privi di quei fiori e di quei preziosi tessuti che contribuiscono al loro decoro e che tutti noi siamo abituati a vedere quando le vare percorrono le vie cittadine.

Un altro importante problema da tenere in considerazione sarebbe anche quello dello spostamento di tutte le vare di Barcellona e Pozzo di Gotto in un unico sito, con le relative difficoltà che si riscontrerebbero nel riportare tutte le sculture nella zona di appartenenza per i relativi addobbi e le successive Processioni del Venerdì Santo.
Proprio la musealizzazione delle vare, rischierebbe dunque di decretarne la loro fine.

Molte delle rappresentazioni più preziose ed antiche sono, inoltre, custodite e venerate in diverse chiese cittadine, quali quella dell’Immacolata, di San Giovanni e di Fatima a Barcellona; di Gesù e Maria, delle SS. Anime del Purgatorio, dei Cappuccini e di S. Maria Assunta a Pozzo di Gotto.

Proprio a Pozzo di Gotto, la maggior parte delle vare sono conservate all’interno delle chiese e separarle da esse ne provocherebbe la loro decontestualizzazione, nonché la sottrazione al culto dei fedeli.

Sarebbe invece auspicabile, e proprio su questo punto si sta lavorando, l’individuazione di un sito in cui allestire una mostra permanente di immagini, materiale multimediale e varette in miniatura che possa permettere ai turisti di ammirare durante tutto l’anno la più bella delle processioni cittadine.

Si sta inoltre valutando di incontrare i vari gruppi che patrocinano le vare di fattura più moderna e che non si trovano all’interno delle chiese, al fine di effettuare una verifica dei luoghi in cui esse sono conservate durante tutto l’anno e di adottare le migliori soluzioni per la loro salvaguardia e tutela.

La doppia processione che si svolge a Barcellona Pozzo di Gotto è uno dei motivi d’orgoglio più grandi per la nostra città in quanto unica al mondo nel suo genere.
La sua iscrizione nel registro delle eredità immateriali della Sicilia ci conferma che essa è un tesoro prezioso di cui la città non potrà mai fare a meno.