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Patti. Truffa online da 600mila euro

Autore: redazione. Pubblicato il 15 luglio 2013. Inserito in Cronaca.

È stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Patti, durante l’operazione “Valutazioni trasparenti”, una truffa online da 600mila euro. L’attività illegale era inerente a finte valutazioni di auto attraverso Internet, fatte ai danni di centinaia di persone in tutt’Italia.
Quattro le persone coinvolte, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, accesso abusivo a un sistema informatico ed estorsione. Sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria Giovanni Russo, 55 anni, Salvatore Caliri, 58, Giuseppe Caffarelli, 47 anni, e il polacco Maciej Surowski, 21 anni; due di loro sono finiti ai domiciliari, gli altri due sono stati gravati da obbligo di dimora. È stato inoltre inibito l’accesso ai due siti, www.auto-prezzo.net e www.auto-valutazione.com, gestiti dalla società “Pascutti Invest e Factoring Spa”, con sede a Patti.
Le indagini sono scattate in seguito alle numerose denunce pervenute ai vari reparti delle forze di Polizia, originate da immotivate richieste di pagare somme alla “Pascutti Invest e Factoring Spa”.
Dopo la compilazione dei moduli online da parte degli utenti, i quattro riuscivano a rintracciare l’identità delle vittime, tramite l’accesso al Pra procurato da Caliri. Impossessatisi dei dati personali, i truffatori inviavano agli utenti le fatture.
I truffatori inviavano alle vittime richieste di pagamento intestate alla società, chiedendo 59,50 euro per la valutazione del prezzo della propria auto sui due siti. Le stime in questione sono risultate quelle ottenibili in modo assolutamente gratuito consultando la stampa specializzata o altri siti internet. In realtà, spesso, nessuna richiesta della specie era mai stata avanzata e, a un attento esame, le stesse “fatture” risultavano prive dei requisiti richiesti dalla disciplina fiscale, pur riportando esattamente i dati del veicolo e del proprietario.
Inoltre, per scongiurare azioni legali, veniva dichiarato che la sede era in Delaware (USA) ed era gestita da un’altra società estone, e quindi il foro competente per un eventuale reclamo era Tallin. I pagamenti sono stati sollecitati anche a chi non aveva mai avanzato alcuna richiesta di valutazione, in quanto gli autori della frode, avvalendosi di contratti legalmente stipulati per la consultazione delle banche dati, acquisivano – a caso – i dati di titolari di autovetture cui richiedevano, poi, il pagamento della somma per la valutazione dell’automobile. In caso di mancato pagamento, venivano inviati successivi solleciti, nei quali l’importo lievitava in relazione a presunte spese legali. Ma la banda ha commesso un passo falso, inviando un avviso di pagamento anche al comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina.
Le indagini hanno consentito di accertare che sono state effettuate circa 30.000 interrogazioni alle banche dati, mentre dalle indagini finanziarie è emerso che in 8 mesi l’attività fraudolenta ha consentito ai responsabili di incamerare oltre 600.000 euro; 150.000 dei quali sono stati destinati a un conto estero, mentre altri 200.000 sarebbero stati spesi in varie località, tra cui: Miami, Tallin, Copenaghen, Madrid, Barcellona, Riga, Londra.
Sono stati inoltre sequestrati i conti correnti, mentre le perquisizioni domiciliari hanno consentito di rinvenire numeroso materiale ora al vaglio degli inquirenti.