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La strada network. La social street

Autore: Luciano Siracusa. Pubblicato il 15 marzo 2014. Inserito in Discorsi sulla soglia, Rubriche.

Nella città di Bologna, via Fondazza è diventata già da tempo il centro di un esperimento “social”.

Un giovane padre, stanco di vedere il figlio giocare da solo, decide di far una richiesta su facebook per cercare dei compagni, meglio se nel vicinato. In poco tempo, questa piccola idea coinvolge l’intera via attirando ed incuriosendo molti vicini.

I servizi scambiati possono variare: da alcuni beni particolari dati in prestito per esigenze specifiche, al babysitteraggio, a momenti di intrattenimento offerti ai passanti, alla raccolta di vestiti e beni di consumo per chi ha di bisogno, ed altro ancora.

In questo modo, spinto dalla crisi economica oltre che dalla crescente voglia di intessere relazioni umane, questo esperimento virtuale, si trasforma in un reale teatro sociale.
La compagnia degli attori è naturalmente composta dagli abitanti della via social, sia i ragazzi, avvezzi all’uso dei social network, che i meno giovani, raggiunti dal messaggio attraverso volantini affissi lungo la strada. Quest’ultima, la strada, è il luogo primo per lo sviluppo delle relazioni oltre a costituire la scena della narrazione di quel quid sociale che è racchiuso tra le righe di questo esperimento. Infatti la formula vincente di questa idea tanto bizzarra quanto antica, coinvolgente e flessibile allo stesso tempo, sta proprio nel combinare un opportuno utilizzo dei social network nel valorizzare qualcosa che già per definizione è da sempre sociale, cioè, il vicinato e la strada.

Ad oggi si contano 185 social streets in tutta Italia. In Sicilia sono presenti a Catania, Siracusa, Ragusa e Palermo.
I vantaggi di appartenere alla rete di una social street sono indubbi. Si può usufruire di una rete eterogenea di persone che offrono e richiedono i più svariati servizi; si appartiene ad uno spazio attraverso il quale canalizzare facilmente la partecipazione alla vita cittadina; si può trovare inoltre quella solidarietà propria di una comunità ed altro ancora.
Inoltre i molti e svariati eventi, organizzati dalle Social streets, riescono a creare legami reali, e ad avvicinare persone timorose di varcare quella comune soglia di diffidenza che per invisibili ragioni si crea tra il vicinato. In altri termini, la solidarietà costruita sulla mutua utilità si trasforma così in una fonte di calore umano. La società frammentata assume la forma di un organismo composto da piccole comunità.
Le social streets mettono in strada l’utilità sociale delle relazioni e quel pizzico di bellezza che sta nel conoscersi e nella condivisione reale, cosi come è accaduto in via Fondazza a Bologna, dove per una sera tutto il vicinato si è radunato sotto la finestra di Matilde e Sabrina, rispettivamente al piano ed al sax, per l’incontro musicale battezzato “concerto per piano e finestra”.

Per saperne di più : http://www.socialstreet.it/