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“Viaggio in Italia” di Roberto Napoletano. La speranza passa per le macerie

Autore: Luciano Siracusa. Pubblicato il 24 ottobre 2014. Inserito in Discorsi sulla soglia.

“Ho capito allora, come Vitangelo Moscarda nel romanzo di Pirandello, di essere nessuno per mio figlio e questa cosa mi fa un gran male al pari del pensiero che lui stesso debba andare dall’altra parte del mondo a cercare la sua dignità. Io non ci sto”. Queste parole appartengono a Susi Granato. Una donna che come tante italiane si è sacrificata per dare un futuro ai propri figli.

Il figlio di Susi, così si evince dalla lettera indirizzata a Roberto Napoletano, dopo aver conseguito la laurea in “Economia e Mercati Finanziari” con il massimo dei voti, decide di andar in Australia dopo due anni di ricerca lavoro.

Sono lapidari e gelanti le parole di Susi. Frasi dignitose che tutto vogliono tranne che ostentare una presunzione del dovuto. Semmai, l’unica ed alta aspirazione da intravedere in esse, è la dignità di lavorare onestamente. La forma sintattica della frase su riportata è costruita proprio sulla tensione tra un piano interiore affettivo, le viscere di una madre, e quello esteriore che appartiene al mondo sociale del lavoro. Proprio con questi due registri si muove agilmente Roberto Napoletano nel suo libro “Viaggio in Italia”. I luoghi, le emozioni, il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende. É questo lo sguardo di Napoletano. Lui stesso, più volte, durante diverse presentazioni del libro, sottolineava come questo sia un viaggio tanto tra le nuove macerie quanto tra le speranze di ricostruzione. Non c’è spazio dunque per l’ottimismo di maniera ma solo per il coraggio della verità. Coraggio che nasce proprio tra le viscere di un cuore che batte e la realtà ingiusta che una parte d’Italia oggi vive.

Il libro di Roberto, tanto vicino all’Italia che soffre, sembra accorciare le distanze con il lettore fino a quelle confidenziali di un tu amicale e fraterno. La stessa sensazione che molti studenti, imprenditori, dottorandi in fuga dall’Italia e piccoli artigiani hanno provato nel rivolgersi a lui attraverso lettere o durante i molti incontri lungo lo stivale.

Il testo è un condensato di narrazioni che vengono dal basso. Il direttore del Il Sole 24 Ore, appunto l’autore del testo, da spazio così a diverse voci.

È deluso il piccolo artigiano che, se pur da due generazioni porta avanti l’impresa, si vede costretto a non continuare la tanto amata attività di famiglia. “Non ci sarà una terza generazione” afferma con tono triste.

Ed ancora la storia della ricercatrice in “Lingue e traduzione” che vive di espedienti costretta a muoversi tra diversi contratti a progetto tra nord e sud d’Italia. Lei decide infine di prendere la strada dell’estero.

E che dire di Francesca Padua? Affermata giornalista de Il Sole 24 Ore che parla della sua “città dei sassi”, Matera, intravedendo in essa una storia di mancanze. Le mancanze di un’ università e di una rete ferroviaria tra Matera e Bari avevano spinto lei e molti giovani a spostarsi verso Milano e Napoli. Le mancanze sanno sempre di amaro.

Questi racconti sono storie comuni che, come altre presenti nel libro, parlano anche di noi che leggiamo e cerchiamo di capire cos’è l’Italia oltre le apparenze.

Roberto, con il suo viaggio, è andato trovando differenze e similitudini tra le ormai antiche e tante Italie. Non ha percorso la penisola con un progetto di unificazione politico pre-confezionato, né tanto meno col desiderio di scorgervi unicamente le bellezze paesaggistiche ed artistiche che costituivano la ragione dei viaggi romantici di Goethiana memoria.

“Viaggio in Italia” di Roberto Napoletano è uno spaccato sociale e culturale delle nostre terre, un lavoro disincantato e libero su un’Italia conosciuta e taciuta fin da troppo tempo. Inoltre, senza il peso di miti, tanto ideologici quanto di parte, il testo si manifesta subito come un “lavoro” autentico e piacevole alla lettura.

Un libro, dunque, da consigliare a tutti gli italiani e soprattutto ai giovani che sembrano spesso i primi analfabeti della “vera Italia”.